Non si placano le polemiche dopo lo stop alle attività nelle sale operatorie della scorsa settimana. In vista della riunione decisiva convocata per scongiurare nuove proteste, interviene con toni duri Anaao Toscana, il sindacato dei medici ospedalieri, che punta il dito contro l'Asl Toscana Centro e la gestione della vicenda.
Secondo il sindacato, l'azienda sanitaria dovrebbe «assumersi le proprie responsabilità anziché cullarsi sulla narrazione populista dei disagi prodotti dai sindacati». Una presa di posizione netta nei confronti dell'Asl guidata dal direttore generale Valerio Mari, accusata di alimentare divisioni interne invece di affrontare i problemi organizzativi alla base delle tensioni.
Nei giorni scorsi, infatti, la Rsu – la Rappresentanza sindacale unitaria composta da infermieri e operatori socio-sanitari – aveva attribuito parte delle difficoltà ai presunti ritardi con cui alcuni medici si presenterebbero in sala operatoria per gli interventi programmati nelle prime ore del mattino. Dichiarazioni che avevano già suscitato la reazione del presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze, Piero Dattolo, intervenuto in difesa della categoria.
Anaao sceglie però una strada diversa e prova a ricomporre il fronte dei professionisti sanitari. «La contrapposizione tra infermieri e medici appare una guerra tra poveri», afferma il sindacato, sottolineando come l'unica responsabile dell'organizzazione del lavoro sia l'azienda sanitaria.
«L'azienda, unica responsabile dell'organizzazione in sicurezza del lavoro dei suoi dipendenti, si frega le mani, soffiando sul fuoco degli interventi chirurgici saltati in virtù dell'assemblea sindacale», si legge nella nota.
Per Anaao, medici, infermieri e operatori socio-sanitari condividono in realtà le stesse difficoltà e le stesse rivendicazioni. «Gli operatori sanitari sono dalla stessa parte nel rivendicare condizioni di lavoro che assicurino sicurezza e decoro, laddove queste sono anche garanzia di sicurezza e qualità delle cure per tutti noi».
Parole che spostano il dibattito dalle responsabilità individuali alle criticità strutturali del sistema sanitario. E mentre oggi è atteso il confronto che potrebbe evitare nuove mobilitazioni e ulteriori disagi per i pazienti, il messaggio del sindacato dei medici è chiaro: la soluzione non passa dallo scontro tra professionisti, ma da una diversa organizzazione del lavoro e da risposte concrete da parte dell'azienda sanitaria. Lo scrive Repubblica.
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