Dopo le proteste e il blocco di circa 130 interventi programmati, il direttore generale Mari annuncia un regolamento su tempi e organizzazione. Revocato lo stato di agitazione

Si va verso una distensione dei rapporti tra la Asl Toscana Centro e i sindacati dopo le tensioni delle scorse settimane sull’organizzazione delle sale operatorie. Nel corso di un incontro con la Rsu, la Rappresentanza sindacale unitaria, il direttore generale Valerio Mari ha annunciato la predisposizione di un nuovo regolamento che definirà in modo più preciso procedure, tempi e modalità di svolgimento degli interventi chirurgici.

La questione era esplosa dopo le proteste dei lavoratori, che avevano denunciato ritardi da parte del personale medico e criticità organizzative nella gestione delle sale operatorie. Mercoledì scorso la mobilitazione aveva portato alla sospensione degli interventi programmati per consentire lo svolgimento di un’assemblea sindacale, con il rinvio di circa 130 operazioni nei tredici ospedali dell’azienda sanitaria.

Dopo le polemiche e gli interventi pubblici del presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze Piero Dattolo e del sindacato dei medici ospedalieri Anaao, la direzione aziendale ha convocato un confronto con le organizzazioni sindacali. Durante l’incontro Mari ha garantito che entro il prossimo mese sarà presentato il nuovo regolamento delle sale operatorie.

Oltre alle nuove disposizioni organizzative, la Asl si è impegnata a fornire dati dettagliati sulle reperibilità attivate negli ultimi mesi e sugli sforamenti degli orari e i ritardi registrati nell’avvio degli interventi chirurgici. È stata inoltre annunciata una riunione dedicata agli infermieri esperti delle attività di sala operatoria, con l’obiettivo di approfondire l’organizzazione del lavoro e analizzare i dati relativi all’attività chirurgica.

La Rsu ha accolto positivamente gli impegni assunti dalla direzione aziendale e ha deciso di interrompere lo stato di agitazione aperto dopo l’assemblea della scorsa settimana. Viene così accantonata, almeno per il momento, anche l’ipotesi di uno sciopero che avrebbe potuto creare ulteriori disagi ai pazienti e all’attività ospedaliera. Lo scrive Repubblica. 

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