Quattro anni di cammini, amicizie e benessere condiviso. Si chiude con un bilancio più che positivo l’ultima stagione di “Camminare fa salute”, il progetto nato dalla collaborazione tra la sezione di Sesto Fiorentino del Club Alpino Italiano e l’Asl Toscana Centro, rivolto agli utenti dei servizi dedicati al benessere della persona.
L’esperienza è stata raccontata nei giorni scorsi durante un incontro al circolo Acli “Gl’Incontri” di Quinto Basso, occasione per ripercorrere i risultati raggiunti e il valore sociale di un’iniziativa che negli anni è diventata un punto di riferimento per molti partecipanti. Oltre 25 utenti hanno preso parte alle escursioni organizzate sui sentieri di Monte Morello e in altri contesti naturalistici della Toscana.
Il progetto si basa sulla collaborazione tra operatori sanitari, volontari del Cai e gli stessi partecipanti, coinvolti sia nella programmazione sia nello svolgimento delle attività. Un percorso che punta a promuovere il benessere psicofisico attraverso il contatto con la natura, la condivisione e la costruzione di relazioni positive.
«In questi quattro anni abbiamo visto nascere amicizie, crescere l’autonomia dei partecipanti e consolidarsi un gruppo che trova nel cammino un’occasione di benessere e condivisione», spiegano Giacomo Cecchi e Stefano Rolle, della sezione sestese del Cai. «La montagna e i sentieri diventano così uno strumento semplice ma efficace per stare meglio insieme».
Camminare, spiegano gli organizzatori, significa anche rafforzare la fiducia nelle proprie capacità, affrontare le difficoltà insieme agli altri e condividere un percorso verso una meta comune. Un’esperienza che unisce salute, inclusione e partecipazione attiva.
L’avventura non si conclude però con l’incontro di bilancio. Le escursioni proseguiranno per tutto il mese di giugno e riprenderanno a settembre, confermando la volontà di portare avanti un progetto che negli anni ha saputo creare una comunità capace di trasformare il semplice gesto del camminare in uno strumento di crescita personale e collettiva. Lo scrive la Nazione.
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