'Basta giochi di palazzo, servono scelte nell'interesse dei cittadini'

"La sanità toscana non può permettersi di restare ostaggio di logiche politiche, equilibri interni e giochi di potere. Da settimane assistiamo ad un balletto di nomine che rischia di allontanare ulteriormente l'attenzione dai veri problemi che affliggono il sistema sanitario regionale". A dirlo è Luigi De Simone, presidente di Aaroi-Emac Toscana, l'associazione che rappresenta gli anestesisti rianimatori ospedalieri, i medici dell'area critica e dell'emergenza, intervenendo sul complesso riassetto dei vertici della sanità regionale che sta animando il dibattito politico delle ultime settimane.
    
"Quando si parla di salute pubblica - aggiunge in una nota - ogni rinvio, ogni incertezza e ogni scelta guidata da logiche che non siano quelle del merito e delle competenze rischiano di avere conseguenze concrete sulla vita delle persone. La sensazione, purtroppo, è che ancora una volta si stiano privilegiando appartenenze, simpatie e la necessità di mantenere determinati equilibri". Secondo Aaroi-Emac Toscana, "la priorità dovrebbe essere quella di rafforzare il sistema sanitario regionale attraverso una programmazione chiara e coraggiosa, capace di affrontare questioni ormai croniche". "Da troppo tempo attendiamo risposte concrete - osserva - sulle liste d'attesa, sulla carenza di personale, sulle condizioni di lavoro negli ospedali, sulla valorizzazione economica e professionale dei medici e degli operatori sanitari. Temi che sono emersi con forza anche nella recente protesta degli infermieri che ha comportato il rinvio di numerosi interventi programmati. Sono queste le emergenze sulle quali servono attenzione e capacità decisionale". De Simone sottolinea infine come la scelta dei futuri dirigenti rappresenti un passaggio cruciale per il futuro della sanità toscana: "Chi è chiamato a ricoprire ruoli di responsabilità deve essere messo nelle condizioni di lavorare con autorevolezza, competenza e autonomia. La sanità ha bisogno di una visione di lungo periodo e di riforme serie, non di continue trattative e rimpalli. I professionisti sanitari e i cittadini meritano chiarezza e stabilità e devono essere coinvolti nelle scelte fondamentali che hanno come comune obiettivo il Servizio sanitario pubblico".
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