La permanenza dello spagnolo ancora in bilico

L’unica cosa certa tra i pali per la Fiorentina è che il domani sarà nelle mani di Tommaso Martinelli. Come, tra l’altro, si dice da ormai tre anni. La differenza, a questo giro, è che il classe 2006 viola, fiorentino e tifoso della Fiorentina, sta per fare quell’ultimo scalino che gli manca, ovvero fare tutta una stagione da titolare, va bene anche in B, come fatto nello scorso semestre con la Sampdoria. E’ proprio lì che dovrebbe ri-approdare il baby fenomeno della Fiorentina, che dopo aver fatto due anni e mezzo coi grandi senza giocare, se non in 4 circostanze, è andato in Liguria a prendersi i pali della Samp, facendo un’ottima seconda parte di stagione.

2006, dicevamo, 20 anni compiuti a gennaio scorso, 21 e mezzo tra un anno esatto da oggi, quando ci aspettiamo che possa diventare il numero uno della Fiorentina. Le recensioni sono state sempre molto positive, sia da chi lo ha visto giocare in Primavera che nelle Nazionali under dell’Italia, tanto da essere aggregato a 17 anni con la prima squadra. A quell’età Donnarumma era già titolare al Milan, ma questa è un’altra storia. Che si potesse mandarlo prima a giocare, anche. Questo è il passato, ora contano il presente e soprattutto il futuro.

E in tal senso la strada sembra tracciata, o meglio sembrerebbe, perché la spending review detta e non detta da Paratici  per l’estate viola, sta un po’ cambiando i piani. La strada, ovviamente, porta ad un De Gea ancora titolare, Christensen come secondo e Lezzerini terzo portiere, Martinelli in prestito per poi, tra un anno, salutare lo spagnolo e promuovere il classe 2006. Ed è qui che il ‘sembra’ diventa ‘sembrerebbe’, per qualcuno addirittura già un ‘sembrava’. Perché l’ingaggio di De Gea è di quelli importanti, cioè oltre 3 milioni di euro netti, circa 5 lordi per il decreto crescita, che per la politica della Fiorentina dell’anno scorso poteva anche starci nell’ottica di voler provare ad andare in Champions League e di vincere la Conference League, come sembrava potere e voler fare la Fiorentina di Pioli e Pradè, ma che per la nuova viola di Paratici, senza Europa, con un calo degli introiti e con un monte ingaggi da oltre 60 milioni lordi, non ci sta.

A meno che….le valutazioni non cambino. Perché, ovviamente, De Gea non è il solo che pesa sui costi del club viola. Ci sono i vari Kean, Gosens, Dodo, non a caso tutti più o meno in uscita, qualcuno più qualcuno meno. Forse non andranno via tutti, ma neanche nessuno, ecco. Insomma, Martinelli è il domani, l’oggi è ancora un piccolo rebus. In caso di addio immediato a De Gea il nome che circola maggiormente in orbita Fiorentina è quello di Mandas, in uscita dalla Lazio. Attenzione, in tal senso avrebbe logica solo un tipo di operazione: un prestito oneroso, secco, o con eventuale diritto di riscatto. Perché salvo disastri o improvvise involuzioni, tra un anno servirà la casella di titolare della porta della Fiorentina libera, senza intralci. In quest’ottica non avrebbe molto senso andare a prendere profili alla Falcone, che magari ti costano dei soldi e che non ti danno chissà quali garanzie superiori rispetto a De Gea. Sicuramente del De Gea della prima stagione a Firenze, o di quello della seconda parte della scorsa. In più andrebbero spesi dei denari per cui, a quel punto, si può tenere De Gea e dargli il suo ingaggio, con anche la fascia di capitano.

Insomma il domani è già apparecchiato. Resta solo da capire come arrivarci. Che non è poco.

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