Un medico di 70 anni è stato condannato a quattro anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una paziente che si era rivolta alla guardia medica per ottenere una prescrizione farmacologica. Secondo quanto ricostruito nel processo, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a una visita ginecologica non giustificata dalle sue condizioni cliniche, accompagnando l’esame con frasi e comportamenti ritenuti inappropriati e lesivi della sua libertà sessuale.
La vicenda risale a qualche anno fa. La donna, una cinquantenne, si era presentata nell’ambulatorio per richiedere alcuni farmaci. Dopo una prima visita di routine, il medico avrebbe iniziato a rivolgerle apprezzamenti personali e domande sulla sua vita privata, proponendole poi una visita ginecologica. Fidandosi della qualifica professionale del sanitario, la paziente avrebbe accettato il controllo, salvo poi denunciare di aver subito manovre e comportamenti non riconducibili a una normale visita medica. Una volta uscita dall’ambulatorio, ancora sotto shock, avrebbe raccontato l’accaduto a familiari e amici prima di rivolgersi alle forze dell’ordine.
Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto l’interdizione dai pubblici uffici e dalla professione medica per la durata della pena, oltre al risarcimento di 8mila euro in favore della vittima. La sentenza si inserisce in un quadro di crescente attenzione verso i reati commessi in ambito sanitario. Solo pochi mesi fa, infatti, un altro professionista, un oculista in servizio in una struttura ospedaliera fiorentina, era stato sospeso per un anno nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza abusi nei confronti di diversi pazienti anziani. Lo scrive la Nazione.
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