Una storia di difficoltà, ma soprattutto di rinascita grazie al sostegno della scuola. È quella di Gabri, 19 anni, studente del liceo Galileo di Firenze, che nel progetto finale dell'esame di maturità ha raccontato il percorso affrontato dopo la diagnosi di sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico. «Ho capito che non sono sbagliato: avevo solo bisogno di un luogo in cui poter essere me stesso senza paura», scrive nel suo elaborato.
Per anni Gabri ha dovuto cambiare scuola, vivendo episodi di isolamento e bullismo che hanno inciso profondamente sulla sua autostima. La svolta è arrivata con il trasferimento al liceo Galileo, dove ha trovato insegnanti e compagni pronti ad accoglierlo e sostenerlo. Decisivo anche il loro aiuto dopo la diagnosi, arrivata durante il quarto anno, quando il ragazzo aveva quasi smesso di frequentare le lezioni. «Mi hanno spinto a tornare in classe con la loro vicinanza e le loro telefonate», racconta.
A fare la differenza è stato il clima di inclusione costruito all'interno della scuola. Gli insegnanti hanno organizzato un rientro graduale, mentre i compagni lo hanno aiutato nello studio senza farlo sentire giudicato. Emblematico l'episodio durante una gita scolastica, quando, dopo l'incontro con alcuni ex compagni, un amico gli ha detto: «Noi non ridiamo di te, ridiamo con te». Una frase che, racconta Gabri, gli ha permesso di superare la paura e di sentirsi finalmente parte di un gruppo. Ora, dopo il diploma, guarda al futuro con l'obiettivo di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza. Lo scrive Repubblica.
Condividi
Attiva i cookies














