L'analisi dell'esperto per capire come si muovono i mercati

La settimana d’oro della borsa: Milano corre, ma il lusso frena

Cari lettori di FirenzeDintorni, prendiamoci un momento di pausa per dare uno sguardo a cosa è successo nel mondo dei soldi e degli investimenti in questa prima settimana d'estate,
Spesso la finanza sembra una materia fredda, piena di paroloni incomprensibili, ma le notizie di questi giorni meritano di essere raccontate in modo semplice, come faremmo davanti a un buon caffè.
Il bilancio finale è decisamente positivo: la borsa di Milano ha messo le ali, regalando un'ottima chiusura d'ottava a chi ha piccoli o grandi risparmi investiti.

Un balzo in avanti di oltre il tre per cento

I dati ufficiali e le ultime analisi di mercato mostrano che il listino milanese, proprio a cavallo tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio, ha vissuto giornate di forti rialzi complessivi. L'indice principale della nostra borsa ha messo a segno un guadagno dell'ottava pari al *3,03%*, fermandosi sopra quota 52.800 punti.
Cosa significa per noi? Significa che le grandi aziende italiane ed europee godono di buona salute e che gli investitori stanno ritrovando fiducia nel nostro sistema economico.

Le ultime battute degli scambi di venerdì hanno risentito della festività americana del 4 luglio, che tiene ferme le borse di oltreoceano. Senza la spinta di New York, Milano ha comunque tenuto ottimamente la posizione, chiudendo la settimana con un ulteriore passo avanti dello 0,75% nell'ultima seduta utile.

Cosa sta spingendo questa ripresa?

A dare benzina ai mercati in questa manciata di giorni sono stati soprattutto due fattori economici concreti:
* *Il risveglio dell'economia di casa nostra:* I dati sulle attività reali italiane emersi a fine giugno mostrano che le vendite nei negozi sono andate meglio del previsto e che i comparti legati ai servizi (come il turismo, i ristoranti e i trasporti) stanno correndo grazie alla forte domanda interna di inizio stagione.
* *La speranza sui tassi d'interesse:* Alcuni dati sull'occupazione arrivati dall'America, risultati meno brillanti del previsto proprio in questi giorni, fanno sperare che le banche centrali possano finalmente decidere di abbassare il costo del denaro in modo più deciso, alleggerendo la pressione su famiglie e imprese.

Banche e motori sugli scudi, frenata per la moda

Se il listino generale sorride grazie alla grande spinta delle banche e del settore delle moto (con l'ottima prestazione della toscana Piaggio sul finale di settimana), lo stesso non si può dire per il comparto del lusso, che ha vissuto giornate più complesse.

Proprio a cavallo tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio, la nostra *Salvatore Ferragamo* ha dovuto fare i conti con una scivolata sul listino, legata al momento di prudenza che sta attraversando l'intero settore dell'alta moda a livello europeo. Nonostante un accenno di recupero nell'ultima seduta di venerdì, il bilancio settimanale della storica casa fiorentina rimane in territorio negativo, risentendo del brusco calo di inizio mese che ha visto le azioni scendere sotto la soglia degli undici euro.

Un pizzico di prudenza non guasta mai
Per dovere di cronaca e per mantenere lo sguardo attento che ci contraddistingue, va segnalata un'unica nota di cautela emersa in questi primi giorni di luglio. Si è allargata leggermente la forbice di rendimento tra i nostri titoli di Stato a dieci anni e quelli della Germania (il termometro che misura l'affidabilità del nostro debito pubblico). Il rendimento delle nostre cedole decennali è salito di poco sopra il *3,7%*, un elemento da monitorare, legato principalmente alle recenti tensioni politiche ed elettorali dei nostri vicini francesi.

Il periodo si chiude con il segno più e con un'ottima boccata d'ossigeno per i portafogli dei risparmiatori.

Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.
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