L'ondata di calore che sta interessando il Paese si riflette direttamente sulla gestione delle emergenze sanitarie, con un sensibile aumento della pressione sulle centrali del 118. Secondo i dati diffusi dal presidente della Società Italiana Sistema 118 (SIS118), Mario Balzanelli, si registra in queste ore un incremento delle richieste di soccorso compreso tra il 12% e il 15%. A preoccupare è soprattutto la crescita del 10% dei codici rossi, i casi a maggiore gravità, che stanno interessando in particolar modo la popolazione anziana.
I quadri clinici più frequenti riguardano eventi cardiocircolatori acuti, tra cui svenimenti, aritmie e infarti del miocardio. Lo stress termico prolungato, l'elevata disidratazione e i conseguenti squilibri elettrolitici alterano la normale funzionalità dei vasi sanguigni e del cuore, agendo da fattore scatenante anche in soggetti che presentano fattori di rischio latenti o che non soffrono di patologie pregresse evidenti. Nei mesi estivi si osserva inoltre un incremento statistico di altre condizioni critiche, come le sindromi coronariche acute e gli ictus cerebrali.
Un fattore di rischio determinante in questa fase dell'anno è legato alle terapie farmacologiche in corso. Massima attenzione viene richiesta per i pazienti che assumono farmaci vasoattivi, con particolare riferimento ai diuretici. L'aumento della sudorazione dovuto alle alte temperature, combinato con il consueto dosaggio di questi medicinali, può causare una forte riduzione del volume ematico (ipovolemia). Questa condizione espone i soggetti a ipotensione grave, sinconi e a un rischio più elevato di anomalie del ritmo cardiaco. Per questa ragione, la raccomandazione del SIS118 è di consultare tempestivamente il proprio medico di medicina generale per valutare un'eventuale rimodulazione dei dosaggi o una revisione della strategia terapeutica per il periodo estivo.
In conclusione, la presidenza del 118 ribadisce che gli effetti del caldo sulla salute non devono essere sottovalutati, poiché capaci di innescare risposte fisiopatologiche repentine e severe. Prevenzione attiva, corretta informazione e un contatto costante con il personale sanitario di riferimento rimangono i presidi fondamentali per contenere i rischi legati alle temperature estreme.
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