La Toscana ha rispettato la scadenza del Pnrr sulla sanità territoriale, certificando l’attivazione delle strutture finanziate con fondi ministeriali. Al 29 giugno risultano in funzione 70 case di comunità, tra nuove costruzioni e ristrutturazioni, dopo una rimodulazione del target iniziale.
La programmazione originaria prevedeva 77 case di comunità, ma l’obiettivo minimo è stato abbassato a 70 a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e dell’andamento dei cantieri. Le risorse Pnrr sono state concentrate sulle strutture più avanti nei lavori, mentre per le altre saranno utilizzati fondi regionali e aziendali.
Nel territorio fiorentino le case di comunità certificate e operative sono 15. A queste si aggiungeranno entro dicembre quelle di Sesto Fiorentino e Dicomano, che hanno comunque beneficiato di una parte dei finanziamenti europei.
La Toscana è inoltre tra le poche regioni ad aver garantito con anticipo la presenza dei medici di base all’interno delle case di comunità. L’accordo prevede un presidio medico h24 negli hub e h12 negli spoke. “La presenza medica è garantita ovunque sul territorio fiorentino”, spiega Alessandro Bonci, segretario provinciale Fimmg, precisando però che il trasferimento degli ambulatori medici nelle case di comunità non è obbligatorio.
Sul fronte degli ospedali di comunità, l’obiettivo minimo era fissato a 23 strutture. Al momento ne sono state attivate 22, mentre l’ultima sarà certificata nei prossimi giorni, all’interno del periodo di tolleranza previsto. Nel Fiorentino rientrano gli ospedali di comunità di Torregalli e Santa Maria Nuova.
Nel quadro del Pnrr rientrano anche otto interventi certificati di adeguamento antisismico degli ospedali, uno in più rispetto al target, per un valore superiore a 36 milioni di euro. In fase avanzata anche il potenziamento dei posti di terapia intensiva, sub-intensiva e dei pronto soccorso. Lo scrive la Nazione.
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