Le Nuove Regole della Mobilità decise dall’Assessorato risultano insufficienti ed inadeguate rispetto alle necessità dei lavoratori sotto il profilo delle quantità dei posti e dei criteri da applicare per redigere le graduatorie. Nell’ambito del confronto, il FIALS ha illustrato la propria posizione finalizzata alla massima tutela dei soggetti più fragili e delle maggiori tutele da accordare alle situazioni personali e familiari di grande rilevanza sociale.
Le valutazioni critiche e le contestazioni del FIALS sui nuovi criteri si sono concentrate su questi punti: l'esclusione dell’accesso alla presentazione della domanda dei lavoratori che non sono in possesso del requisito minimo di 50 Km della distanza dalla sede di servizio a quella richiesta. La fissazione di un tetto numerico per l’effettuazione dei trasferimenti in regime di mobilità del 15% della capacità di reclutamento da turn over pari a 300 unità complessive per tutta la Regione. La limitazione, della priorità assoluta nelle graduatorie di mobilità riservata esclusivamente ai lavoratori in situazioni di gravità personali ai sensi della Legge 104/1922 e per i figli minori. Inoltre, contestiamo l’introduzione del requisito della distanza di 50 Km che esclude una parte considerevole di lavoratori dalla possibilità di inoltro della domanda e la riduzione del numero complessivo delle mobilità con un tetto fissato a 300 unità che risulta inadeguato rispetto alle situazioni di fragilità.
Per il Fials, oltre il giusto riconoscimento della priorità assoluta nelle graduatorie di mobilità per i lavoratori e figli minori con gravità (comma 3 art. 3 Legge 104/1992) occorre fornire le dovute precedenze per l’avvicinamento dei dipendenti con ruolo di caregiver, per dare applicazione alla Legge, garantendo ai soggetti in condizione di gravità le dovute tutele. Per queste ragioni abbiamo chiesto un ampliamento del numero di posti per la mobilità, che avrebbe consentito di contemperare le necessità dei vari livelli di assistenza derivanti dalla gestione delle situazioni di gravi limitazioni previste dalla Legge.
L’avere accolto, da parte dell’Assessorato, l’indicazione sindacale di chiedere alle Aziende l’utilizzo di tutti gli strumenti per aumentare il numero delle mobilità è da valutare positivamente. In tal senso, l'invito di applicare la mobilità volontaria ex art. 58 del CCNL offre una opportunità ma risulta un atto tardivo visto che doveva essere bandita dalle Aziende ed Enti entro il 31 marzo. Tale inadempienza ha impedito, nonostante i vincoli del Piano dei Fabbisogni, ai lavoratori di esercitare la facoltà di inoltro delle domande di mobilità con una potenziale perdita di un’opportunità.
Valutiamo il tutto insufficiente ed inadeguato per le giuste tutele e le aspirazioni dei lavoratori. Il Sindacato FIALS si attiverà per la modifica delle decisioni assunte dalla Giunta Regionale Toscana ed in sede di confronto aziendale per incrementare il numero dei posti per la Mobilità.
Le valutazioni critiche e le contestazioni del FIALS sui nuovi criteri si sono concentrate su questi punti: l'esclusione dell’accesso alla presentazione della domanda dei lavoratori che non sono in possesso del requisito minimo di 50 Km della distanza dalla sede di servizio a quella richiesta. La fissazione di un tetto numerico per l’effettuazione dei trasferimenti in regime di mobilità del 15% della capacità di reclutamento da turn over pari a 300 unità complessive per tutta la Regione. La limitazione, della priorità assoluta nelle graduatorie di mobilità riservata esclusivamente ai lavoratori in situazioni di gravità personali ai sensi della Legge 104/1922 e per i figli minori. Inoltre, contestiamo l’introduzione del requisito della distanza di 50 Km che esclude una parte considerevole di lavoratori dalla possibilità di inoltro della domanda e la riduzione del numero complessivo delle mobilità con un tetto fissato a 300 unità che risulta inadeguato rispetto alle situazioni di fragilità.
Per il Fials, oltre il giusto riconoscimento della priorità assoluta nelle graduatorie di mobilità per i lavoratori e figli minori con gravità (comma 3 art. 3 Legge 104/1992) occorre fornire le dovute precedenze per l’avvicinamento dei dipendenti con ruolo di caregiver, per dare applicazione alla Legge, garantendo ai soggetti in condizione di gravità le dovute tutele. Per queste ragioni abbiamo chiesto un ampliamento del numero di posti per la mobilità, che avrebbe consentito di contemperare le necessità dei vari livelli di assistenza derivanti dalla gestione delle situazioni di gravi limitazioni previste dalla Legge.
L’avere accolto, da parte dell’Assessorato, l’indicazione sindacale di chiedere alle Aziende l’utilizzo di tutti gli strumenti per aumentare il numero delle mobilità è da valutare positivamente. In tal senso, l'invito di applicare la mobilità volontaria ex art. 58 del CCNL offre una opportunità ma risulta un atto tardivo visto che doveva essere bandita dalle Aziende ed Enti entro il 31 marzo. Tale inadempienza ha impedito, nonostante i vincoli del Piano dei Fabbisogni, ai lavoratori di esercitare la facoltà di inoltro delle domande di mobilità con una potenziale perdita di un’opportunità.
Valutiamo il tutto insufficiente ed inadeguato per le giuste tutele e le aspirazioni dei lavoratori. Il Sindacato FIALS si attiverà per la modifica delle decisioni assunte dalla Giunta Regionale Toscana ed in sede di confronto aziendale per incrementare il numero dei posti per la Mobilità.
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