Dopo la visita in carcere, Regione e Asl denunciano condizioni critiche: celle degradate, temperature elevate e preoccupazione per i trasferimenti dei detenuti

Il caldo avrebbe contribuito alla morte del detenuto di 75 anni deceduto il 29 giugno dopo dieci giorni trascorsi nel carcere di Sollicciano. È quanto riferito dall'assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, e dal direttore generale dell'Asl Toscana Centro, Valerio Mari, al termine di un sopralluogo nella struttura. Secondo Mari, l'uomo, già affetto da gravi patologie cardiache e reduce da un ictus, sarebbe stato colpito da un arresto cardiaco da stress, probabilmente aggravato dalle alte temperature.

Durante la visita sono state denunciate condizioni estremamente difficili all'interno del penitenziario, con celle degradate, muffa, infiltrazioni d'acqua e temperature che nei corridoi hanno raggiunto i 34 gradi. Per Monni, i 9 milioni di euro annunciati dal Governo non sarebbero sufficienti a risolvere una situazione definita «irrecuperabile».

Regione e Asl esprimono inoltre preoccupazione per i trasferimenti dei detenuti dalle sezioni sequestrate nelle scorse settimane e per le condizioni di lavoro del personale sanitario. L'assessorato ha annunciato che chiederà di poter accedere ai reparti dedicati alla salute mentale e che proseguirà il monitoraggio della situazione, anche nelle strutture che stanno accogliendo i detenuti trasferiti da Sollicciano. Lo scrive la Nazione. 

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