La Procura indaga sui ritardi nella trasmissione dei referti medici e sulla gestione delle lesioni denunciate dal 26enne prima del decesso

Tra gli aspetti al centro dell'inchiesta sulla morte del detenuto 26enne Rodriguez Matute nel carcere della Dogaia c'è anche la gestione sanitaria del caso. Dopo l'arresto, il giovane era stato accompagnato in ospedale, dove erano stati riscontrati segni di violenza. Nelle settimane successive, durante due visite mediche in carcere, i sanitari avevano documentato numerose lesioni, tra cui lividi, la frattura del naso e quella della mandibola.

Secondo la ricostruzione della Procura, il detenuto aveva dichiarato che le ferite erano state provocate durante l'arresto. Nonostante ciò, i referti medici sarebbero rimasti all'interno dell'istituto penitenziario per diversi giorni prima di essere trasmessi all'autorità giudiziaria, circostanza che rappresenta uno degli elementi su cui si stanno concentrando gli accertamenti.

L'autopsia, prevista nei prossimi giorni, dovrà chiarire le cause del decesso, mentre gli investigatori stanno verificando anche la correttezza delle procedure sanitarie adottate, la tempestività delle segnalazioni e l'intero percorso assistenziale seguito dal detenuto durante la permanenza in carcere. Lo scrive il Corriere Fioentino. 

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