Il sindacato dei medici ospedalieri critica la Regione Toscana: «Non si possono spostare i professionisti dagli ospedali senza accordi e tutele»

Il sindacato Anaao Assomed attacca la Regione Toscana sulla gestione delle Case di Comunità, contestando il ricorso ai medici ospedalieri per coprire i servizi nelle nuove strutture. «La Regione Toscana si era preventivamente mossa con i medici di famiglia per un accordo che consentisse un loro supporto. Un discorso analogo non è stato fatto con i medici ospedalieri», afferma il sindacato, sottolineando che questi professionisti hanno come sede di lavoro gli ospedali.

Secondo Anaao, l'impiego dei medici ospedalieri nelle Case di Comunità durante l'orario di servizio «viola un paio di norme e scippa i cittadini dei servizi che questi professionisti forniscono nelle strutture per cui sono stati assunti». Il sindacato evidenzia inoltre la persistente carenza di personale negli ospedali, ritenendo incompatibile questo modello organizzativo con le difficoltà già esistenti.

«I medici ospedalieri continuano a tenere in piedi il sistema e da anni reggono l'ondata di pazienti che ingorgano i pronto soccorso, ma non sono disponibili ad accettare nessuna imposizione. Sono necessari accordi e tutele condivisi», conclude Anaao, aggiungendo che le Case di Comunità erano state presentate come una svolta per il sistema sanitario, senza però affrontare il problema del reclutamento del personale. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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