Dopo Viery la Fiorentina ha preso anche Dragusin, andando a rifare sostanzialmente in toto la difesa da mettere a disposizione di Fabio Grosso. Lo ha fatto con un occhio sull’oggi e uno sul domani, essendo il brasiliano un classe 2005, giovane e di prospettiva, che per forza di cose avrà bisogno di un qualche tempo per adattarsi ad un calcio tutto nuovo, mentre il rumeno, classe 2002, conosce già la Serie A dove si era disimpegnato molto bene finendo al Tottenham per 25 milioni di euro più 6 di bonus. Ecco, in tal senso Paratici ha riscritto due record in pochi giorni. Viery è stato il difensore più pagato di sempre dalla Fiorentina coi suoi 15 + 2 milioni spesi, record subito riscritto dall’arrivo di Dragusin che, se dovesse raggiungere il 60% delle presenze, sarebbe viola per un totale di 19 milioni di euro.
Fin qui soldi, poi c’è l’aspetto tecnico da tenere in considerazione. Come ormai da prassi nel calcio moderno, la coppia di difensori centrali nella difesa a quattro viene composta da un piede destro e un mancino. Ed eccoci qua, Dragusin destro, Viery mancino e il gioco è presto fatto. Poi ci sono le singole caratteristiche. Teoricamente ci vorrebbe un difensore marcatore e l’altro più tecnico, esempio la coppia Padalino-Amoruso, per chi se la ricorda, oppure un Bonucci-Chiellini. In tal senso, Viery viene descritto come veloce ma anche tecnico, Dragusin ce lo ricordiamo come forte fisicamente e aggressivo in marcatura, con buone doti negli anticipi, nella velocità in campo aperto ma anche con una buona abilità nei lanci lunghi. Insomma, la coppia sulla carta perfetta. Poi si dovrà vedere chi uscirà tra Comuzzo, Pongracic e Ranieri e se la teoria si trasformerà in pratica.
Intanto Paratici ha provato a risolvere una criticità enorme della Fiorentina. L’anno scorso, con questo pacchetto di difensori più Rugani da gennaio, con Viti e Pablo Marì prima, Pioli non è mai riuscito a tenere la porta inviolata se non con Torino e Pisa in Serie A, con Vanoli che poi ha inizialmente fatto altrettanta fatica nel dare alla retroguardia gigliata un po’ di solidità. Non c’era verso, che giocasse uno o l’altro, che si giocasse a tre o a quattro, che si provasse con la marcatura a uomo o a zona. Nulla da fare. Il problema dei gol da calcio piazzato si è protratto fino all’ultimo minuto dell’ultima partita, con topiche varie e lacune mai risolte. Né Comuzzo, né Pongracic, né Ranieri, né Rugani…con annesse difficoltà di De Gea nelle uscite e tanti, troppi gol presi nei minuti finali. E dunque, detto fatto. Dentro Dragusin coi suoi 191 centimetri e dentro Viery coi suoi 187. E poi, dentro anche Thorstvedt, forte fisicamente e alto. Paratici sta cercando marcantoni che siano abili sulle palle inattive avversarie e che sappiano dare fisicità ad una rosa che a queste voci è stata spesso troppo carente.
E attenzione alla mediana, come per i terzini. I Dodo e i Mandragora sono avvisati. E’ il calcio di oggi, d’altronde, che impone una certa presenza. Piaccia o meno.
Fin qui soldi, poi c’è l’aspetto tecnico da tenere in considerazione. Come ormai da prassi nel calcio moderno, la coppia di difensori centrali nella difesa a quattro viene composta da un piede destro e un mancino. Ed eccoci qua, Dragusin destro, Viery mancino e il gioco è presto fatto. Poi ci sono le singole caratteristiche. Teoricamente ci vorrebbe un difensore marcatore e l’altro più tecnico, esempio la coppia Padalino-Amoruso, per chi se la ricorda, oppure un Bonucci-Chiellini. In tal senso, Viery viene descritto come veloce ma anche tecnico, Dragusin ce lo ricordiamo come forte fisicamente e aggressivo in marcatura, con buone doti negli anticipi, nella velocità in campo aperto ma anche con una buona abilità nei lanci lunghi. Insomma, la coppia sulla carta perfetta. Poi si dovrà vedere chi uscirà tra Comuzzo, Pongracic e Ranieri e se la teoria si trasformerà in pratica.
Intanto Paratici ha provato a risolvere una criticità enorme della Fiorentina. L’anno scorso, con questo pacchetto di difensori più Rugani da gennaio, con Viti e Pablo Marì prima, Pioli non è mai riuscito a tenere la porta inviolata se non con Torino e Pisa in Serie A, con Vanoli che poi ha inizialmente fatto altrettanta fatica nel dare alla retroguardia gigliata un po’ di solidità. Non c’era verso, che giocasse uno o l’altro, che si giocasse a tre o a quattro, che si provasse con la marcatura a uomo o a zona. Nulla da fare. Il problema dei gol da calcio piazzato si è protratto fino all’ultimo minuto dell’ultima partita, con topiche varie e lacune mai risolte. Né Comuzzo, né Pongracic, né Ranieri, né Rugani…con annesse difficoltà di De Gea nelle uscite e tanti, troppi gol presi nei minuti finali. E dunque, detto fatto. Dentro Dragusin coi suoi 191 centimetri e dentro Viery coi suoi 187. E poi, dentro anche Thorstvedt, forte fisicamente e alto. Paratici sta cercando marcantoni che siano abili sulle palle inattive avversarie e che sappiano dare fisicità ad una rosa che a queste voci è stata spesso troppo carente.
E attenzione alla mediana, come per i terzini. I Dodo e i Mandragora sono avvisati. E’ il calcio di oggi, d’altronde, che impone una certa presenza. Piaccia o meno.
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