L'assessore regionale alla salute denuncia la carenza dei fondi nazionali e pianifica una svolta strutturale dal 2027 dopo il rincaro dell'Irpef di quest'anno

La Regione Toscana sta studiando un piano straordinario di riorganizzazione per far fronte alla crisi finanziaria che colpisce il comparto sanitario locale. A margine di un evento istituzionale, l'assessore regionale alla salute Monia Monni ha spiegato che gli uffici sono al lavoro per ottimizzare i modelli di gestione senza penalizzare le cure destinate alla popolazione. "Siamo ormai all'osso e dovremo arrivare anche a misure abbastanza importanti per poter reggere senza aumentare ulteriormente l'imposizione fiscale", ha avvertito l'assessore, chiarendo che gli interventi programmati per i prossimi mesi dovranno produrre benefici immediati sul bilancio.

La strategia regionale prevede un percorso in due fasi distinte. Se per l'anno in corso si punterà a un efficientamento rapido dei conti in attesa di definire i dettagli con il nuovo direttore generale del comparto, la vera svolta arriverà nei mesi successivi: "Dall'anno prossimo ci saranno proprio misure di riorganizzazione strutturale molto visibili, molto ampie", ha annunciato l'esponente della giunta.

Monni ha infine puntato il dito contro i finanziamenti insufficienti stanziati a livello centrale per la sanità pubblica. "Il fondo sanitario nazionale non cresce quanto crescono i bisogni, perché soprattutto quelli legati all'invecchiamento e quindi alla cronicità stanno profondamente cambiando il sistema", ha attaccato l'assessore, ricordando che l'Italia è il Paese europeo che investe meno in rapporto al Pil. Una situazione critica che ha costretto la Toscana a decisioni impopolari: "Abbiamo fatto la scelta molto difficile di aumentare l'addizionale Irpef, che quest'anno servirà per coprire gli aumenti contrattuali, circa 100 milioni, l'aumento delle bollette energetiche, che è un frutto di politiche nazionali completamente sbagliate, 43 milioni, e poi l'inflazione che picchia molto duro".

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