La sanità toscana si prepara ad affrontare un 2026 con un disavanzo stimato tra 370 e 400 milioni di euro, circa 50-80 milioni in più rispetto al 2025. L'aumento dei costi è legato al rinnovo dei contratti, al caro energia, all'incremento dei prezzi dei farmaci e all'inflazione. Per affrontare la situazione, la Regione ha nominato Marco Torre, attuale direttore generale dell'Asl Toscana Sud Est, nuovo dg dell'assessorato alla Salute al posto di Federico Gelli, destinato dal 1° settembre alla guida del Meyer.
«Stiamo facendo manovre per ottimizzare i modelli organizzativi senza gravare sui servizi ai cittadini. Siamo ormai all'osso e serviranno misure importanti, ma senza aumentare ulteriormente la pressione fiscale», ha spiegato l'assessora Monia Monni, aggiungendo che dal 2027 saranno avviati interventi strutturali. L'assessora ha poi puntato il dito contro il Governo: «Il Fondo sanitario nazionale non cresce quanto aumentano i bisogni e ci troviamo ad affrontare una situazione molto difficile».
Tra le misure allo studio figurano una maggiore diffusione di farmaci generici e biosimilari, risparmi negli acquisti attraverso Estar e una redistribuzione dei robot chirurgici sottoutilizzati tra gli ospedali. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha ribadito che «non bisogna chiamarlo disavanzo, ma costi aggiuntivi ai quali faremo fronte senza tagliare i servizi. Dobbiamo e vogliamo restare ai vertici della sanità italiana». Nel frattempo, da Fratelli d'Italia arriva l'invito a non coprire i maggiori costi con aumenti delle imposte regionali. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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