Il presidente Manlio Matera: "Diagnosi tardive, assistenza domiciliare insufficiente e liste d'attesa nelle Rsa mettono in crisi le famiglie"

La Toscana rappresenta una delle realtà più avanzate in Italia nell'assistenza ai malati di Alzheimer, ma le risorse economiche restano insufficienti e le famiglie continuano a sostenere gran parte del peso dell'assistenza. A denunciarlo è Manlio Matera, presidente di Aima Firenze e vicepresidente nazionale dell'associazione, che riconosce il lavoro svolto dalla Regione dopo l'adozione del Piano nazionale demenze, ma sottolinea come i finanziamenti statali siano ancora troppo limitati.

Secondo Matera, molte delle difficoltà derivano dalle criticità del sistema sanitario nel suo complesso. I lunghi tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici ritardano spesso l'individuazione della malattia, mentre una diagnosi precoce sarebbe fondamentale per intervenire sugli stili di vita e sfruttare le future terapie disponibili. A questo si aggiungono casi in cui i sintomi vengono inizialmente scambiati per altre patologie, come la depressione.

Le maggiori difficoltà emergono però nella gestione quotidiana dei pazienti. I servizi domiciliari non riescono a soddisfare tutte le richieste e molte famiglie sono costrette a ricorrere a badanti private, affrontando costi elevati. Anche l'accesso alle Rsa resta problematico a causa delle liste d'attesa: chi può permetterselo sceglie l'ingresso come privato pagando l'intera retta, mentre gli altri devono attendere che si liberi un posto convenzionato, confermando una carenza di risorse che continua a gravare sulle persone più fragili e sui loro familiari. Lo scrive Rpubblica.

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