Dure reazioni all'emendamento approvato in Commissione Affari sociali della Camera che apre una finestra di 60 giorni per consentire la reiscrizione agli albi dei sanitari radiati durante il periodo del Covid. Tra le voci più critiche c'è quella di Corinna Verniani, consigliera comunale a Greve in Chianti e da anni impegnata nella campagna per l'obbligo vaccinale. «Se mantenere il proprio stato di onorevole e lisciare il pelo all'elettorato complottista vale più della vita umana, allora nulla ha più senso». Secondo Verniani, «questo governo da sempre punta a tenersi buoni certi ambienti tra cui i sanitari contrari alla "vaccinazione di massa"» e l'emendamento «vuole prevaricare anche gli Ordini dei medici, che sono organismi terzi e tecnici su cui dovrebbe vigere l'indipendenza dalla politica».
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze, Pietro Dattolo, che ha rivolto «un appello ai parlamentari eletti in Toscana, di ogni forza politica e di ogni schieramento». «Quando si parla di tutela della salute non esistono appartenenze, ma principi scientifici e deontologici che rappresentano il fondamento della professione medica e non possono essere messi in discussione». Dattolo ribadisce che «il medico ha il dovere di esercitare la professione sulla base delle evidenze scientifiche» e che «non possono esserci deroghe o compromessi».
Per il presidente dell'Ordine, la questione riguarda il rapporto di fiducia tra cittadini e professionisti della sanità. «Qui è in gioco il rapporto di fiducia tra cittadini e professionisti della sanità, che si fonda proprio sulla certezza che ogni decisione clinica venga assunta secondo la migliore conoscenza scientifica disponibile». Verniani conclude con amarezza: «Avevano ragione i sociologi che durante il Covid prevedevano una veloce "perdita di memoria". E infatti eccoci qui, con anche la scienza che diventa oggetto di contesa elettorale». Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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