Il progetto sostiene anche le giovani portatrici della mutazione Brca. Coccia: «Gli ovociti sono il nostro tesoro più prezioso»

Tra i progetti sostenuti da Corri la Vita c'è anche la preservazione della fertilità per le donne affette da tumore e per le giovani sane portatrici della mutazione dei geni Brca, che aumenta il rischio di sviluppare un tumore al seno o all'ovaio. A raccontarne l'importanza è la professoressa Maria Elisabetta Coccia, direttrice del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita di Careggi, che ricorda il caso di una ragazza di 23 anni, portatrice della mutazione genetica, preoccupata di poter trasmettere la predisposizione ai propri figli. «Oggi è possibile preservare gli ovociti e, grazie alla diagnosi genetica preimpianto, evitare di trasmettere quella mutazione», spiega.

Grazie ai fondi raccolti da Corri la Vita, il percorso di preservazione della fertilità viene esteso anche alle donne sane con mutazione Brca. Per le pazienti oncologiche toscane fino a 39 anni il servizio è già garantito gratuitamente dalla Regione Toscana: prima dell'inizio della chemioterapia gli ovociti vengono prelevati e vitrificati per consentire, in futuro, una possibile gravidanza. «In pratica congeliamo il tempo», sottolinea Coccia.

Secondo la specialista, la sfida più importante resta quella della prevenzione e dell'informazione. «Dobbiamo insegnare alle ragazze a conoscere il proprio corpo», afferma, ricordando il ruolo delle Breast Unit multidisciplinari della Toscana e ribadendo un principio fondamentale: «Ogni donna ha il diritto di poter scegliere». La prossima edizione di Corri la Vita è in programma domenica 27 settembre. Lo scrive la Nazione. 

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