"L'epidemia di peste suina africana si può fermare ma occorrono la piena condivisione della strategia nazionale di contenimento ed un forte lavoro di squadra per attuarla". Così il commissario straordinario nazionale alla Psa Giovanni Filippini, oggi a Pistoia durante l'incontro organizzato dalla Prefettura. La riunione è coincisa con una fase delicata del cluster epidemico, estesosi nelle scorse settimane a San Marcello-Piteglio, sulla Montagna pistoiese, con il primo contagio in un allevamento di suini domestici.
All'incontro, oltre al prefetto Gallo Carrabba e a Filippini, hanno partecipato il presidente della Provincia Luca Marmo, il comandante della Polizia provinciale Franco Monfardini, rappresentanti di Comuni, Regione Toscana, mondo venatorio, allevatori, forze di polizia e Asl, oltre alla coordinatrice del Gruppo operativo territoriale per la Psa, Corinna Magelli. Nel corso dei lavori è intervenuto anche Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della Cinta Senese Dop, lanciando un accorato appello per la tutela del patrimonio genetico della pregiata razza allevata allo stato semibrado. La presenza di Filippini a Pistoia — la terza dopo i vertici di gennaio e aprile — ha rappresentato, è stato spiegato, un segno di vicinanza agli allevatori e un forte richiamo alla responsabilità per intensificare il depopolamento dei cinghiali, riducendo la densità della fauna selvatica che veicola il virus. Ampio spazio è stato dedicato al confronto con i cacciatori, ritenuti fondamentali per il contenimento virale ma desiderosi di operare nelle giuste condizioni per centrare gli obiettivi fissati. Accolto con favore il recente provvedimento con cui la Regione Toscana ha nominato un proprio commissario straordinario per l'emergenza. Filippini ha infine preannunciato l'imminente adozione di un'ordinanza sulle nuove azioni e il relativo cronoprogramma in Toscana, fissando per il 30 luglio un vertice online con i capi delle squadre di caccia.
All'incontro, oltre al prefetto Gallo Carrabba e a Filippini, hanno partecipato il presidente della Provincia Luca Marmo, il comandante della Polizia provinciale Franco Monfardini, rappresentanti di Comuni, Regione Toscana, mondo venatorio, allevatori, forze di polizia e Asl, oltre alla coordinatrice del Gruppo operativo territoriale per la Psa, Corinna Magelli. Nel corso dei lavori è intervenuto anche Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della Cinta Senese Dop, lanciando un accorato appello per la tutela del patrimonio genetico della pregiata razza allevata allo stato semibrado. La presenza di Filippini a Pistoia — la terza dopo i vertici di gennaio e aprile — ha rappresentato, è stato spiegato, un segno di vicinanza agli allevatori e un forte richiamo alla responsabilità per intensificare il depopolamento dei cinghiali, riducendo la densità della fauna selvatica che veicola il virus. Ampio spazio è stato dedicato al confronto con i cacciatori, ritenuti fondamentali per il contenimento virale ma desiderosi di operare nelle giuste condizioni per centrare gli obiettivi fissati. Accolto con favore il recente provvedimento con cui la Regione Toscana ha nominato un proprio commissario straordinario per l'emergenza. Filippini ha infine preannunciato l'imminente adozione di un'ordinanza sulle nuove azioni e il relativo cronoprogramma in Toscana, fissando per il 30 luglio un vertice online con i capi delle squadre di caccia.
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