La Regione Toscana ha deciso di riorganizzare l'assistenza sanitaria per le donne e le coppie che affrontano un lutto immediatamente prima o dopo la nascita di un figlio. Il provvedimento nasce dall'iniziativa dell'assessora al Diritto alla salute e alle Politiche sociali Monia Monni, dopo aver raccolto la testimonianza di una giovane donna costretta ad affrontare un aborto farmacologico condividendo la stanza con neomamme e donne in procinto di partorire.
Le nuove indicazioni prevedono che le strutture sanitarie, quando possibile, mettano a disposizione una stanza singola in un'area separata dai reparti maternità, così da tutelare le pazienti anche dal punto di vista visivo e acustico. L'obiettivo è evitare che il contesto ospedaliero possa aggravare un momento già profondamente doloroso.
Il piano introduce inoltre un percorso multidisciplinare che accompagna la donna e la coppia dalla diagnosi alle dimissioni, con terapia del dolore, supporto psicologico immediato e la possibilità per il partner o una persona di fiducia di restare accanto alla paziente durante tutto il ricovero. L'assistenza proseguirà anche dopo il parto con colloqui dedicati e percorsi di sostegno psicologico a lungo termine. «Non possiamo cancellare un dolore così profondo, ma abbiamo il dovere di fare in modo che il sistema sanitario lo accolga con rispetto e competenza, senza lasciare nessuno in solitudine», ha dichiarato Monia Monni.
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