La nota congiunturale Irpet fotografa un primo trimestre in chiaroscuro: cresce il turismo, rallentano occupazione e compravendite immobiliari

La farmaceutica si conferma il motore dell'economia fiorentina nel primo trimestre del 2026. È quanto emerge dalla nuova nota congiunturale dell'Irpet, che evidenzia un quadro complessivamente positivo per l'area metropolitana di Firenze, pur con segnali di rallentamento rispetto agli anni precedenti.

A trainare l'economia è soprattutto l'export, che raggiunge gli 8,1 miliardi di euro, in crescita del 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Decisivo il contributo del comparto farmaceutico, che supera i 4,3 miliardi di euro di esportazioni e registra un incremento del 24,2%. In ripresa anche i settori del cuoio e della pelletteria (+19,1%), dell'abbigliamento (+19,3%) e delle calzature (+17,6%).

Sul fronte produttivo, la farmaceutica cresce del 4,2%, insieme ai comparti delle macchine e apparecchi (+3,6%) e della gomma-plastica (+1,6%). Continua invece la fase di difficoltà del sistema moda: il Made in Italy registra una flessione dell'1%, con pelletteria e calzature in calo dell'1,2% e il settore dei prodotti in metallo in diminuzione dell'1,4%.

L'occupazione resta in crescita ma a ritmi contenuti. Nell'area metropolitana si contano 439.700 lavoratori dipendenti, il dato più alto della Toscana, con un incremento dell'1,2% su base annua. Prosegue invece il buon momento del turismo: dopo il +7,8% registrato nel 2025, le presenze nel primo trimestre del 2026 aumentano di un ulteriore 6,2%.

Secondo Irpet, Firenze continua a rappresentare la locomotiva economica della Toscana grazie ai servizi avanzati, al turismo internazionale e all'export. Restano però alcune criticità, tra cui la debolezza del comparto moda, il rallentamento della crescita occupazionale e la flessione del mercato immobiliare cittadino. Lo scrive la Nazione.

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