La Fimmg denuncia un incremento fino al 30% dell'attività ambulatoriale e sollecita una riorganizzazione della medicina territoriale

I medici di famiglia della Toscana lanciano un allarme e chiedono un cambio di passo nella gestione delle ondati di calore estive, ormai considerate non più un fenomeno eccezionale ma la nuova normalità climatica. Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg, ha evidenziato come durante i periodi di gran caldo si registri un incremento dell'attività assistenziale compreso tra il 20% e il 30%, suddiviso tra consulti telefonici, visite in studio e interventi a domicilio.

La fascia di popolazione più esposta comprende gli anziani sopra i 75 anni, i soggetti affetti da ipertensione, scompenso cardiaco o pluripatologie e i pazienti allettati, maggiormente a rischio di disidratazione, ipotensione e complicanze legate alle patologie croniche. Le criticità non riguardano tuttavia soltanto le persone anziane, come dimostra la recente assistenza domiciliare prestatas a un giovane paziente neurologico a rischio ricovero per grave disidratazione.

Per rispondere a questa pressione strutturale, la Fimmg propone alla Regione Toscana l'adozione di un piano strategico estivo operativo da giugno a settembre. Il progetto prevede la mappatura preventiva dei soggetti fragili, il coordinamento tra medici, infermieri di famiglia, Comuni e volontariato e l'impiego delle Case della Comunità come punti di riferimento climatizzati dedicati al monitoraggio e all'assistenza. Il sindacato ha infine raccomandato ai cittadini di idratarsi regolarmente, evitare l'esposizione e lo sforzo fisico nelle ore centrali del giorno e non modificare mai autonomamente le terapie farmacologiche in corso.

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