In Toscana quasi una persona su quattro fuma: i fumatori rappresentano il 23,8% della popolazione, una percentuale che riflette un trend di crescita del tabagismo, favorito soprattutto dalla diffusione delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato tra i più giovani.
Per contrastare il fenomeno, la Giunta regionale ha approvato le nuove linee di indirizzo e il nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) dedicato alla dipendenza da tabacco e nicotina, con l'obiettivo di uniformare i percorsi di cura e rafforzare la rete dei Centri antifumo presenti sul territorio.
«Prevenire significa salvare vite e migliorare la qualità della vita delle persone», afferma il presidente della Regione Eugenio Giani, ricordando come il tabagismo continui a rappresentare una delle principali cause evitabili di malattia e morte. L'assessora alla sanità Monia Monni sottolinea invece la necessità di offrire «strumenti scientificamente validati» e garantire risposte qualificate a chi decide di smettere di fumare.
Il nuovo Pdta prevede un'assistenza articolata su tre livelli: il coinvolgimento di tutti gli operatori sanitari nell'individuazione dei fumatori, il ruolo di medici di famiglia e specialisti nella definizione delle terapie e, infine, i Centri antifumo, dove saranno disponibili gratuitamente programmi personalizzati con supporto psicologico, terapie farmacologiche e controlli fino a un anno.
La delibera introduce inoltre la registrazione sistematica dell'abitudine al fumo nelle cartelle cliniche, il ricorso alla telemedicina, una maggiore formazione degli operatori e un monitoraggio costante della rete regionale. Tra i dati emersi, spicca anche che il 55,7% dei fumatori toscani ha ricevuto da un operatore sanitario il consiglio di smettere, una percentuale superiore alla media nazionale.
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