Il presidente della Fondazione Artemio Franchi interviene a Radio Bruno sui temi più importanti del movimento azzurro: dalle scelte federali alla crescita del sistema calcio

Francesco Franchi, presidente della Fondazione Artemio Franchi, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, affrontando diversi temi legati al calcio italiano, dalla Nazionale alla Fiorentina, passando per il futuro degli stadi in vista degli Europei del 2032.

Il primo argomento affrontato è stato quello relativo al possibile ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra. Franchi ha provato a interpretare il pensiero del padre Artemio Franchi, storico dirigente del calcio italiano: "Mio padre, quando era presidente della Federazione, ha sempre scelto allenatori che provenivano dal mondo federale e non dai club, valorizzando il lavoro del settore tecnico".

Sulla possibilità di richiamare Mancini dopo il suo addio alla Nazionale per accettare l’offerta dell’Arabia Saudita, Franchi non ha nascosto le sue perplessità: "Sono totalmente d’accordo con chi ritiene questa scelta discutibile. Dopo un momento difficile per la Nazionale, un allenatore che aveva lasciato per andare a prendere i soldi in Arabia rappresenta una decisione che lascia qualche dubbio. Poi speriamo che arrivino i risultati che aspettiamo da anni".

Franchi ha parlato anche delle difficoltà del calcio italiano in vista degli Europei del 2032, evidenziando la necessità di intervenire sulle strutture: "Gli stadi italiani sono troppo vecchi e non rispondono alle esigenze del calcio moderno. Servono investimenti e un’accelerazione, altrimenti rischiamo di fare una brutta figura davanti all’Europa".

Un passaggio anche sulla Fiorentina e sul lavoro della nuova dirigenza viola. Franchi ha espresso apprezzamento per l’operato di Fabio Paratici e per il progetto portato avanti dalla società: "Sono entusiasta del lavoro che sta facendo Paratici. C’è la volontà di costruire qualcosa di serio e importante". Unica nota di perplessità, la preparazione estiva al Viola Park: "Con temperature così alte e un’umidità importante, fare determinati allenamenti può diventare complicato".

Infine, Franchi ha espresso alcune riserve sul ruolo della politica nello sport, commentando la scelta di affidare incarichi dirigenziali a esponenti politici: "Sono sempre un po’ critico quando la politica entra nello sport, perché spesso ci sono logiche diverse da quelle di chi vive la passione sportiva. Spero comunque che i fatti possano smentirmi".
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