Temperature fino a 38 gradi e notti tropicali. Giani annuncia una legge anti-afa, Fimmg: «Siamo pronti a collaborare»

L'ondata di caldo continua a colpire Firenze, che domani raggiungerà l'ottavo giorno consecutivo di allerta rossa. Dopo i 38 gradi registrati ieri, oggi e domani le massime dovrebbero attestarsi intorno ai 37 gradi, mentre le temperature notturne resteranno oltre i 20 gradi.

Palazzo Vecchio invita soprattutto gli anziani e le persone più fragili a limitare le attività all'aperto nelle ore più calde. Secondo un report di Ars Toscana, relativo al periodo tra il 25 maggio e il 30 giugno, a Firenze non è stato registrato un aumento statisticamente significativo della mortalità tra gli over 65: i decessi sono stati 310, a fronte dei 313 attesi. Anche durante la seconda ondata di caldo è stato osservato un lieve incremento (+14%), senza però raggiungere una rilevanza statistica.

Sul fronte della prevenzione, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha annunciato per settembre una legge regionale che introdurrà un piano strutturale contro le ondate di calore, con un codice di buone pratiche sanitarie e interventi per aumentare il verde urbano.

L'iniziativa trova il sostegno della Fimmg Toscana. «Come sindacato dei medici di medicina generale siamo pronti a collaborare con la Regione alla realizzazione del codice di buone pratiche per affrontare le ondate di calore. Il caldo non è più un'emergenza e non è più una questione soltanto ambientale: è un elemento che cambia strutturalmente la medicina territoriale», ha dichiarato il segretario regionale Niccolò Biancalani.

Biancalani ha inoltre ricordato il ruolo centrale dei medici di famiglia nella prevenzione: «Il medico di famiglia è il professionista che conosce meglio storia clinica, fragilità e contesto sociale dei propri assistiti. Per questo può individuare le persone più esposte agli effetti del caldo, monitorarle nei periodi più critici, rivalutare le terapie quando necessario e promuovere comportamenti corretti, prevenendo aggravamenti, accessi al pronto soccorso e ricoveri». Lo scrive la Nazione.

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