La Camera di Commercio più antica d’Italia è quella di Firenze, terza in Europa dopo Marsiglia e Bruges, e nel 256° anniversario un volume ne celebra la nascita, ripercorrendone la storia.
Nell’ambito della rassegna “Il Palazzo Racconta”, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze, “Tale è la nostra volontà…”, edito da Centro Studi Enti Locali e scritto da Olga Mugnaini, è stato presentato nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi.
L’incontro, organizzato dalle associazioni Anima Firenze 2030 e Assaggia Italia Aps e introdotto da Antonella Proietti, vicepresidente dell’associazione promotrice, è proseguito con gli interventi di:
- Massimo Manetti, presidente della Camera di Commercio di Firenze;
- Giuseppe Salvini, segretario generale;
- Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia e autore della prefazione del volume;
- Giovanni Fittante, presidente di Villa Vittoria Cultura;
- Alessia Bettini, delegata della sindaca Funaro alla Città Metropolitana;
- Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana;
- e naturalmente dell’autrice Olga Mugnaini.
Perché questo titolo?
«Perché sono le parole del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo che chiudono il motuproprio fondativo della Camera di commercio di Firenze il primo febbraio 1770», risponde Olga Mugnaini.
Arrivato in Toscana appena diciottenne, Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena ne fu il sovrano “illuminato” per un quarto di secolo, dal 1765 al 1790, lasciandola solo per assumere il ruolo dell’uomo allora più potente d’Europa, quello di imperatore d’Austria-Ungheria, con il nome di Leopoldo II, negli ultimi due anni della sua vita.
In Toscana Pietro Leopoldo attuò un’incredibile serie di riforme, su tutte l’abolizione della tortura e della pena di morte il 30 novembre 1786, facendo della Toscana il primo Stato al mondo a compiere questo passo.
Condusse inoltre una notevole operazione di semplificazione amministrativa, riunendo le competenze delle numerose corporazioni delle Arti e dei mestieri nella nuova Camera di Commercio, Arti e Manifatture di Firenze.
Lo fece attraverso l’osservazione diretta, durante i suoi viaggi, del regno e dei suoi bisogni, raccolti nelle “Relazioni sul governo della Toscana”.
Il ruolo di Pietro Leopoldo
«Pietro Leopoldo resta per molti aspetti un personaggio sì conosciuto, ma al quale non è mai stato dato il giusto riconoscimento», spiega Olga Mugnaini.
«Tutti ricordano i Medici, ma ci si dimentica che Pietro Leopoldo ha incarnato il sovrano illuminista, che pensava alla liberalizzazione del lavoro, a ciò che oggi sembra normale, come l’abolizione dei dazi all’interno del territorio regionale, il tutto nell’ottica di uno Stato moderno. Con lui si passa da una Firenze a una visione europea di grande città come la nativa Vienna o Parigi».
Dalle origini ai giorni nostri
Il volume, corredato di fotografie, arriva fino ai giorni nostri.
«La Camera di commercio resta un punto di riferimento nella storia di Firenze. Con Firenze Capitale per i ministeri. Col fascismo viene abolito il concetto di liberismo, ma diventa sede delle corporazioni del fascio. Diventa poi un pilastro della ricostruzione dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale ed è fondamentale dopo l’alluvione».
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