Parla la psicologa e psicoterapeuta Alessandra Bondi

Le temperature estreme non mettono sotto pressione soltanto il fisico, ma possono avere conseguenze anche sul benessere psicologico. A spiegarlo è la psicologa e psicoterapeuta Alessandra Bondi, secondo cui il caldo rappresenta un vero e proprio fattore di stress: costringe l’organismo a uno sforzo maggiore per adattarsi e modifica le abitudini quotidiane, riducendo uscite, attività e occasioni di incontro. Una situazione che può aumentare il senso di limitazione e favorire pensieri negativi e intrusivi.

Particolarmente vulnerabili sono le persone che già soffrono di ansia, attacchi di panico o depressione. «Il caldo non provoca automaticamente un disturbo, ma può peggiorare sintomi già presenti», sottolinea Bondi. Un ruolo importante lo gioca anche il sonno: le notti trascorse a dormire poco o male aumentano stanchezza e irritabilità e riducono la capacità di regolare le emozioni, rendendo più difficile affrontare lo stress dopo diversi giorni consecutivi di temperature elevate.

C'è poi il rischio dell'isolamento sociale. Con temperature vicine ai 40 gradi si tende a uscire soltanto nelle ore meno calde e diminuiscono le occasioni di incontro. «Per certi versi sembra quasi un lockdown», osserva la psicologa. Una condizione che può pesare anche su bambini e adolescenti, soprattutto su chi trascorre l'estate in città: il rischio è quello di aumentare il tempo passato davanti allo smartphone, che può finire per diventare l'unico spazio di socialità.

Tra i segnali da non sottovalutare ci sono un progressivo isolamento, l'aumento marcato dell'ansia, degli attacchi di panico o dei pensieri intrusivi e la difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane. In questi casi, secondo Bondi, è opportuno rivolgersi a uno specialista. Per affrontare meglio le ondate di calore la parola chiave è invece «adattamento»: modificare i propri ritmi, proteggere il sonno, continuare a coltivare le relazioni nelle ore più favorevoli e non pretendere da se stessi le stesse prestazioni di sempre. Lo scrive la Nazione. 

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