Anche olivi e viti, nonostante siano piante mediterranee abituate al caldo e alla scarsità d’acqua, iniziano a risentire delle temperature estreme e della siccità che stanno interessando le campagne fiorentine. Le riserve idriche hanno finora permesso alle coltivazioni di resistere, ma un abbassamento delle temperature nelle prossime settimane sarebbe fondamentale. Per la vendemmia 2026 le prime previsioni indicano un raccolto anticipato e quantitativamente più contenuto, ma di ottima qualità, a condizione che non si verifichino nuove ondate di calore o fenomeni estremi come le grandinate.
«Un aspetto sicuramente positivo è l’assenza della mosca – spiega Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio di tutela dell’olio Toscano Igp – ma adesso le piante di olivo stanno iniziando a entrare in stress. Le prossime settimane saranno fondamentali per capire come si chiuderà la stagione». Il caldo sta provocando conseguenze sull’intero comparto agricolo: Coldiretti Toscana stima una perdita del 20% nelle produzioni orticole regionali, mentre risultano danneggiate le fioriture dei castagni e nelle stalle la produzione di latte è diminuita tra il 20 e il 30%.
Per olio e vino, tuttavia, la stagione non è ancora compromessa. «L’uva è in fase di maturazione, ma le piante stanno un po’ soffrendo», spiega Gianluca Gasparri dell’azienda agricola Santa Lucia. Le alte temperature aumentano la concentrazione degli zuccheri e quindi la gradazione alcolica, ma oltre una determinata soglia la vite può sacrificare il frutto per preservare la vegetazione. Un problema che riguarda anche gli olivi, che in presenza di caldo e siccità eccessivi possono iniziare a perdere i frutti.
La speranza degli agricoltori è quindi in un agosto con giornate soleggiate ma temperature notturne più basse. Nelle zone tradizionalmente più fresche, come Contea nel comune di Dicomano, la situazione resta per il momento gestibile grazie alla ventilazione e ai terreni naturalmente irrigati. Più difficile invece la situazione nelle aree di pianura, dove numerose aziende stanno già facendo ricorso all’irrigazione di soccorso. Lo scrive la Nazione.
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