La movida fiorentina non rinuncia al divertimento, ma cambia abitudini. Nei locali si beve meno alcol e aumentano le ordinazioni di mocktail, birre analcoliche, bibite senza zucchero e soft drink. Una tendenza già emersa negli ultimi anni e diventata ancora più evidente questa estate, soprattutto tra i più giovani, maggiormente attenti alla salute, alla forma fisica e al benessere.
«Le persone continuano a uscire e a stare insieme, ma consumano in maniera diversa», spiega Simone Bartalesi, gestore del Light-Il Giardino di Marte. Nel locale le consumazioni alcoliche sono diminuite di circa il 15% rispetto allo scorso anno, mentre quelle analcoliche sono cresciute in misura analoga. «L’analcolico non è più il drink di chi deve guidare, ma una scelta consapevole». Cambiano anche i cocktail: vodka tonic, Cuba Libre e whisky cola perdono terreno, mentre resistono il gin tonic e, tra i più giovani, tequila e Paloma.
La trasformazione è confermata da Daniele Palladini, da oltre 25 anni nel mondo della notte e oggi alla guida del Rex e del Molo. Se vent’anni fa il 99% delle consumazioni era alcolico, oggi il rapporto è arrivato a circa 70% di alcolici e 30% di analcolici. Inizialmente hanno pesato i controlli sulle strade e il timore di perdere la patente, ma adesso, secondo Palladini, si tratta soprattutto di un cambiamento culturale, legato alla maggiore attenzione alla salute e anche ai prezzi.
La stessa tendenza arriva nei ristoranti. Cosimo Risoluti, ventenne che ha recentemente aperto l’Osteria della Badessa in piazza San Pierino, osserva come le nuove generazioni bevano molto meno vino durante i pasti. Il vino non scompare, ma viene scelto soprattutto quando si tratta di un prodotto di qualità, con una storia particolare o in occasione di momenti speciali.
La socialità, dunque, resta centrale nelle serate fiorentine, ma cambia il rapporto con il bicchiere. Si continua a riempire locali e piazze, privilegiando però un consumo più moderato e consapevole: meno alcol, maggiore attenzione al benessere e più spazio alle alternative analcoliche. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














