In Toscana il 12,5% dei pensionati continua a lavorare

Si continua a lavorare sempre più a lungo, anche svolgendo mansioni pesanti e potenzialmente pericolose. Da una parte l’innalzamento dell’età pensionabile, dall’altra assegni che spesso non sono sufficienti a sostenere tutte le spese. Una situazione che porta molti lavoratori anziani a rimanere in attività in settori come edilizia e agricoltura, dove sono frequenti movimentazione di carichi, utilizzo di macchinari e lavori nei cantieri.

A preoccupare sono soprattutto gli infortuni. Secondo i dati Inail relativi al 2025, nella fascia di età compresa tra 60 e 69 anni gli incidenti sul lavoro sono aumentati del 12% in un solo anno. Una questione tornata drammaticamente d'attualità dopo la morte di Kumara Gedera, l’operaio di 61 anni deceduto il 7 agosto mentre lavorava alla Capp Plast di Campi Bisenzio. Negli ultimi due anni in Toscana si sono registrate altre vittime in età avanzata, tra cui Giorgio Bedini, morto a 82 anni a Carrara, Giovanni Cosci, 79 anni, a Pescia, e Massimo Mirabelli, 76 anni, a Montecatini.

Dietro la permanenza al lavoro c’è spesso anche una necessità economica. Secondo uno studio dell’Università di Firenze presentato dalla Cgil, il 12,5% dei pensionati toscani sceglie di continuare a lavorare. Tra questi, il 35,4% dichiara che il reddito aggiuntivo è indispensabile per il proprio sostentamento, mentre per il 28,2% è importante per affrontare le spese extra. Il 18,1% dei pensionati che torna o rimane al lavoro percepisce meno di mille euro al mese. Una situazione che, secondo i sindacati, contribuisce a mantenere in attività persone che per età sarebbero maggiormente esposte ai rischi di incidenti. Lo scrive Repubblica. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies