"È arrivato il momento di cambiare rotta in modo radicale. Come commissione sanità promuoveremo subito un tavolo istituzionale con tutti gli attori principali della rete socio-sanitaria e giudiziaria per costruire un nuovo modello per le carceri in Toscana. Non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze".
A dirlo è Federico Eligi, consigliere regionale di Casa Riformista e vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale, a margine del sopralluogo al carcere di Sollicciano a Firenze, a seguito della chiusura di sette sezioni disposta dalla magistratura.
"Ci siamo trovati di fronte a una struttura fatiscente, segnata da gravissime criticità igienico-sanitarie e stretta nella morsa di un sovraffollamento che rende la quotidianità insostenibile, sia per chi ci lavora sia per chi vi è recluso - dichiara Eligi -. Una condizione drammatica che il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, non ha esitato a definire senza mezzi termini come 'tortura'". Per Eligi "di fronte a questo quadro la risposta non può essere individuale né emergenziale: serve una governance integrata che garantisca la tutela della salute, la dignità del lavoro del personale e il rispetto della funzione rieducativa della pena".
A dirlo è Federico Eligi, consigliere regionale di Casa Riformista e vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale, a margine del sopralluogo al carcere di Sollicciano a Firenze, a seguito della chiusura di sette sezioni disposta dalla magistratura.
"Ci siamo trovati di fronte a una struttura fatiscente, segnata da gravissime criticità igienico-sanitarie e stretta nella morsa di un sovraffollamento che rende la quotidianità insostenibile, sia per chi ci lavora sia per chi vi è recluso - dichiara Eligi -. Una condizione drammatica che il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, non ha esitato a definire senza mezzi termini come 'tortura'". Per Eligi "di fronte a questo quadro la risposta non può essere individuale né emergenziale: serve una governance integrata che garantisca la tutela della salute, la dignità del lavoro del personale e il rispetto della funzione rieducativa della pena".
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