Il caldo estremo degli ultimi anni ha convinto anche un fiorentino per scelta come Marco Mazzoni, classe 1946, a lasciare la città. Originario di Greve in Chianti, si era trasferito giovanissimo a Firenze, dove ha lavorato in banca e trascorso gran parte della sua vita. «Pensavo che anche durante la pensione sarei rimasto nella mia Firenze, ma non avevo fatto i conti con i cambiamenti climatici», racconta.
La svolta è arrivata anche grazie alla lettura di uno studio sulla cosiddetta regola del “3, 30, 300”: «Diceva che per vivere bene sono necessari almeno tre alberi visibili per ogni cittadino, che il 30% di ogni quartiere deve essere ricoperto dal verde e che ogni residente deve abitare a non più di 300 metri da un parco. Io a Firenze non avevo nessuna di queste cose». Così, nel 2023, Mazzoni ha deciso di trasferirsi a Saltino, a circa mille metri di altitudine.
«Da quando abito a Saltino, la mia vita è drasticamente migliorata. Leggo molto, cammino e per socializzare mi prendo un caffè in paese». Firenze, soprattutto nei mesi estivi, è diventata quasi proibitiva: «Quando devo andarci per fare una commissione mi armo di buona volontà. Lo sbalzo termico è enorme e in città non riesco più a respirare: senza aria condizionata è invivibile».
La montagna presenta però anche qualche rinuncia. «Quando abitavo a Firenze ero un assiduo frequentatore di mostre ed eventi culturali. Qui non c’è niente e un po’ ci soffro». E d’inverno non mancano le difficoltà: «L’anno scorso, durante una nevicata, sono rimasto seppellito: la porta di casa era bloccata da oltre 80 centimetri di neve. Mi ha salvato la Protezione civile». Ma sulla scelta Mazzoni non ha dubbi: «Non tornerei mai indietro. In questi giorni i miei amici mi invidiano e sono sempre a pranzo da me. Mi raccontano che a Firenze si cuoce, qui io ho quasi freddo».
Una scelta simile è quella di Jessica Mond, 74enne inglese che da Londra si era trasferita prima a Firenze e poi, una decina di anni fa, insieme al marito Emanuele Spataro, nei pressi del Passo della Futa, in località L’Apparita. «Ero stanca dello smog. Così mi sono trasferita a Firenze. Non avrei mai pensato che a causa dell’inquinamento me ne sarei andata anche da qui». Oggi la coppia conduce una vita più tranquilla tra passeggiate e giornate lontane dall’afa cittadina.
«All’inizio ci prendevano in giro, ma noi avevamo già capito l’andamento. Era chiaro che di lì a pochi anni il caldo avrebbe reso la vita in città insopportabile», racconta Jessica. Con il passare degli anni, inoltre, la coppia ha visto aumentare il numero di persone che hanno fatto la stessa scelta: «Ormai non siamo più isolati, ma in buona compagnia. E se le amministrazioni non fanno qualcosa contro i cambiamenti climatici sarà sempre peggio». Lo scrive la Nazione.
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