Il caldo sempre più intenso degli ultimi anni, insieme alla diffusione dello smart working e al cambiamento delle abitudini seguito alla pandemia, sta spingendo sempre più persone a lasciare le città per cercare una migliore qualità della vita in montagna. Un fenomeno evidente anche sull’Appennino tosco-emiliano: secondo il Rapporto Montagne Italia 2025 di Uncem, nei comuni dell’area il saldo migratorio ha raggiunto le 33 persone ogni mille abitanti.
Tra le mete più frequentate c’è Vallombrosa. «È cambiato l’approccio alla montagna», spiega il sindaco di Reggello Piero Giunti. «Vallombrosa è presa d’assalto tutti i weekend. So che a Saltino i ristoranti staccano il telefono già dalla mattina per le troppe prenotazioni». Ma non si tratta soltanto di turismo: «Grazie alle nuove modalità di lavoro e al cambio di prospettiva dovuto al Covid, sempre più persone scelgono di trasferirsi in zona. E non dimentichiamoci che questi sono gli unici luoghi dove poter trovare tregua dall’afa».
Una necessità testimoniata anche dal medico Massimo Pandolfi: «Abbiamo la casa a Vallombrosa e dal 2014 passiamo qui ogni estate. All’inizio lo facevamo solo per piacere, ma adesso è una necessità. A Firenze c’è un caldo insopportabile». Quando deve tornare in città per lavorare, racconta, cerca di limitare al massimo l’esposizione alle alte temperature: «Passo dall’aria condizionata della macchina a quella dello studio».
Il fenomeno interessa anche località a quote più basse. A Londa, racconta il sindaco Tommaso Cuoretti, recentemente sono state vendute cinque abitazioni a persone intenzionate a lasciare il caldo della città. «Non si può ancora parlare di ripopolamento, perché la maggior parte è turismo dovuto alle seconde case. Ma è bello vedere facce nuove».
Situazione simile in Mugello. Daniele Farnetani, titolare del camping Il Sergente a Monte di Fo’, registra un forte aumento delle presenze: «È aumentato a dismisura il flusso di gente che viene qui anche solo una notte, per respirare un po’ di aria pulita. E fresca, soprattutto».
A confermare una tendenza che va oltre il semplice turismo estivo è infine il sindaco di Marradi Tommaso Triberti: «Stiamo vivendo una sorta di ripopolamento, in particolare d’estate. In paese ci sono famiglie nuove che continuano ad arrivare, nonostante le scomodità di abitare in montagna». Dai giovani che lavorano in smart working ai pensionati, fino alle famiglie che acquistano casa, le motivazioni sono diverse. Ma, conclude Triberti, quella principale rimane una: «Scappare dall’afa e dalla città». Lo scrive la Nazione.
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