L’arcivescovo contro violenza e sfruttamento delle donne: «Gravi regressi nel discorso pubblico»

Ferragosto all’insegna della solidarietà per la sindaca Sara Funaro, l’assessore al Welfare Nicola Paulesu e l’arcivescovo Gherardo Gambelli, che hanno pranzato con i giovani del carcere minorile nei locali della parrocchia di Santa Maria a Ricorboli. L’incontro è arrivato dopo la colazione della sindaca all’Albergo Popolare e la visita al Progetto Arcobaleno. La struttura della parrocchia, gestita da volontari, accoglie ragazzi in difficoltà collaborando con i servizi sociali.

In mattinata Gambelli aveva presieduto in Cattedrale le celebrazioni per la festa dell’Assunta, dedicando un lungo passaggio dell’omelia alla condizione femminile. Partendo dalla figura di Giuseppe, capace di «sottrarsi alla logica patriarcale dell’onore e del possesso», l’arcivescovo ha richiamato la necessità di contrastare violenza, sopraffazione e discriminazioni, sottolineando come anche in molti luoghi di lavoro persista «un privilegio maschile».

Particolarmente duro il passaggio sullo sfruttamento sessuale: «Costringere donne senza tutele, non di rado minorenni, a prostituirsi è peccato gravissimo, è una forma di schiavitù». Gambelli ha inoltre denunciato «gravi regressi» nel discorso pubblico e modelli distorti nel rapporto tra donne e uomini veicolati attraverso social, musica e «alcune leadership politiche globali». Da qui l'appello a educare le nuove generazioni e a costruire una Chiesa capace di «riconoscere la fatica delle donne che si alzano in piedi». Lo scrive la Nazione. 

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