Cartelli e restrizioni nei boschi. Timori per turismo, agricoltura e attività montane

Nei boschi della Garfagnana, della Lunigiana e dell’Appennino Pistoiese sono comparsi i cartelli che segnalano le zone sottoposte a restrizioni per la Peste suina africana (Psa). La malattia colpisce maiali e cinghiali e non si trasmette all'uomo, che può però contribuire indirettamente alla diffusione del virus. Per questo chi frequenta le aree interessate deve pulire e disinfettare indumenti, scarpe, ruote, attrezzature e mezzi utilizzati nei boschi.

Le misure preoccupano soprattutto per le possibili conseguenze economiche. «C’è preoccupazione perché la Psa tocca pure la silvicoltura o il turismo montano», spiega il sindaco di Fabbriche di Vergemoli Michele Giannini, chiedendo sostegni per le attività danneggiate indirettamente dalle restrizioni. Anche Coldiretti avverte che il problema rischia di avere ripercussioni importanti sul territorio.

A Mulazzo, dove l'emergenza viene affrontata ormai da tre anni, il sindaco Claudio Novoa chiede «attenzione massima» e aiuti per allevatori e agricoltori. Misure di contenimento sono attive anche a San Marcello Piteglio, dove è stata avviata una campagna informativa rivolta alla popolazione e agli organizzatori di eventi.

Precauzioni anche in Versilia: a Stazzema alcune corse podistiche sono state tenute lontane dai boschi. Il timore è che cartelli e limitazioni possano scoraggiare escursionisti e visitatori, con conseguenze anche sul turismo montano. Lo scrive Repubblica. 

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