La Toscana ha raggiunto 638 casi di peste suina africana, diventando la regione più colpita in Italia. L’epidemia, partita dalla provincia di Massa Carrara, si è successivamente estesa a Lucca e Pistoia, interessando anche due allevamenti a Comano e San Marcello Pistoiese, dove si è proceduto con gli abbattimenti.
Il virus non è pericoloso per l’uomo, che può però diventare un vettore e contribuire indirettamente alla sua diffusione. Per questo, durante un incontro tra Regione, Comuni e commissario straordinario, sono state ribadite le regole da rispettare nelle zone a maggiore rischio.
Nei boschi è vietato lasciare cibo ed è necessario rimanere sui sentieri, mentre dopo trekking o escursioni in bicicletta occorre disinfettare scarpe e ruote. Nelle zone II, dove sono stati confermati casi tra i cinghiali, e nelle zone III, dove il virus ha raggiunto almeno un allevamento di suini domestici, le uscite nei boschi con più di 20 partecipanti devono essere preventivamente autorizzate dalle Asl.
In caso di ritrovamento di una carcassa di cinghiale, è necessario segnalarla alle autorità competenti al numero 0573 306655. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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