I pentastellati chiedono chiarimenti a Giani: «Le nomine devono essere fondate su merito e competenza»

Si allarga all’interno della maggioranza regionale la protesta per la nomina di Giovanni Grasso, presidente dell’Ordine degli infermieri di Arezzo ed ex presidente di quello della Toscana, a commissario pro tempore dell’Agenzia Regionale di Sanità (Ars).

A contestare la scelta del governatore Eugenio Giani sono adesso anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti, insieme al coordinatore toscano Tommaso Pierazzi.

«La direzione dell’Agenzia Regionale di Sanità è un incarico troppo importante per essere assegnato senza un confronto trasparente e improntato alla massima qualità della scelta», affermano gli esponenti del M5s, chiedendo di chiarire «quali valutazioni e quali criteri abbiano condotto alla nomina di commissario effettuata e per quali ragioni il profilo individuato sia stato ritenuto il più adeguato».

La richiesta è quella di garantire maggiore trasparenza non soltanto per l’Ars, ma anche in vista delle prossime nomine regionali. «Le nomine ai vertici degli organismi regionali non possono rispondere a logiche di appartenenza o agli equilibri interni alla maggioranza: devono nascere da percorsi condivisi ed essere fondati esclusivamente sul merito, sulla competenza e sulla coerenza delle scelte».

Secondo il Movimento 5 Stelle, questo metodo deve consentire di individuare «profili professionalmente inattaccabili» e dovrà essere applicato sia all’Ars sia a tutte le future nomine effettuate dalla Regione.

In attesa della prevista riforma dell’Agenzia Regionale di Sanità, Grasso ricoprirà l’incarico di commissario pro tempore dal primo settembre al 31 dicembre. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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