(Nella foto Piero Giunti Sindaco di Reggello, Antonio Degl'innocenti e Massimo Pandolfi)
“Il valore di ognuno non è quello che ha, ma quello che è”, scrive Antonio Degl’Innocenti, in “Tre anime in cammino. Maschere, codici e note” (Edizioni Masso delle Fate).
Il libro è stato presentato all’Hotel Croce di Savoia al Saltino-Vallombrosa e presso il C.T.C. della Consuma in eventi moderati dal dott. Massimo Pandolfi.
Attraverso interviste e fonti dirette Degl’Innocenti ricostruisce le vite di tre personaggi straordinari ma poco conosciuti al grande pubblico: Aldo Berti, Guido Brogelli e Bruno Tosi.
“Tre anime di grande respiro in costante cammino che hanno saputo muovere, nel loro percorso, le maggiori corde della vita”, scrive l’autore, “vite mosse dalla passione”.
Personaggi quindi accomunati dalla stessa passione per la vita che li ha portati a compiere le scelte più difficili, lontane dalla banalità.
“Queste storie sono una testimonianza”, dice Degl’Innocenti, “spero che siano di esempio per dimostrare come, nonostante le difficoltà che inevitabilmente tutti incontriamo, la passione debba muovere la vita. Sono passati sulla terra non come ombre ma come fuoco vivo”.
Con queste biografie, Degl’Innocenti offre uno spaccato del Novecento.
La vita frenetica di Aldo Berti, di Rignano sull’Arno, attore in vari spaghetti western e in “C'era una volta il West” di Sergio Leone, ma lasciò il cinema per dedicarsi al teatro, alla scrittura, alla spiritualità. Nei suoi viaggi frequentò personaggi noti e visse i suoi ultimi anni in Marocco.
Il fiorentino Guido Brogelli, pilota d’aereo, politico e tante altre cose, nel 1923 fuggì in America perché ricercato dai fascisti e là visse un’altra vita, avventurosa, con il nome di Peter Michelangelo Magrini. Fu detenuto nel carcere di West Street a Brooklyn insieme a Julius Rosenberg nel caso di spionaggio più celebre della Guerra Fredda. Archeologo nelle perdute città Maya, la sua storia è custodita al The Cold War Museum negli USA.
Il giornalista veneziano Bruno Tosi, che dedicò la propria vita alla musica, al mito di Maria Callas e al Carnevale di Venezia.
Come nasce questo libro?
“Come giornalista e storico ho trovato interessanti le storie di queste persone perché hanno vissuto situazioni e condizioni diverse da quelle solite. La loro prospettiva ci aiuta ad avere una lettura diversa del Novecento attraverso cinema, spionaggio e musica”.
Come ha ricostruito le biografie?
“In modo diverso. Con Aldo Berti, di cui riporto anche dei testi, è stata una ricerca spirituale, derivata da un rapporto diretto nato tanti anni fa. Attraverso delle lettere scritte dal Marocco, mi raccontò la sua vita. Guido Brogelli, per me, è il fuoco, il personaggio che rinnega la sua identità rischiando la morte. Ho ricostruito la sua storia attraverso delle fonti, quindi il capitolo a lui dedicato è più simile a un saggio storico. Bruno Tosi è il personaggio più poetico, con il suo sogno del Museo per la Callas, morendo addirittura povero ma fedele sino all’ultimo alla sua idea. Viene raccontato attraverso gli amici che parlano di lui e un’intervista che gli feci poco prima della sua morte”.
Ha altre biografie nel cassetto?
“Ci sono altri personaggi da analizzare con particolare attenzione, ma per il momento non ci sto lavorando”.
Condividi
Attiva i cookies














