Cresce il numero delle aggressioni ai danni del personale sanitario, un fenomeno che continua a rappresentare una grave criticità. A richiamare l’attenzione sul problema è Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana di Firenze delegato alla Sanità, dopo l’ennesimo episodio che ha coinvolto un infermiere nel centro di salute mentale a Sesto Fiorentino.
“L’ennesima aggressione al personale sanitario – sottolinea Armentano - evidenzia un fenomeno che dobbiamo affrontare con determinazione, tutelando chi lavora ogni giorno per garantire un servizio essenziale alla comunità”.
La Città Metropolitana, attraverso la Consulta delle Professioni Socio Sanitarie, ha già individuato alcune misure per aumentare la sicurezza degli operatori, tra cui videosorveglianza, pulsanti di emergenza, controllo degli accessi e dispositivi di allarme indossabili.
Armentano sottolinea inoltre l’importanza di garantire condizioni di lavoro sicure soprattutto nei servizi di salute mentale e nei Pronto Soccorso, dove la complessità delle situazioni richiede particolare attenzione.
“Investire nella sicurezza significa, dunque, tutelare gli operatori, proteggere i pazienti e rafforzare la qualità dei servizi”, conclude Armentano, evidenziando anche la necessità di rafforzare la comunicazione sul lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori sociosanitari.
“L’ennesima aggressione al personale sanitario – sottolinea Armentano - evidenzia un fenomeno che dobbiamo affrontare con determinazione, tutelando chi lavora ogni giorno per garantire un servizio essenziale alla comunità”.
La Città Metropolitana, attraverso la Consulta delle Professioni Socio Sanitarie, ha già individuato alcune misure per aumentare la sicurezza degli operatori, tra cui videosorveglianza, pulsanti di emergenza, controllo degli accessi e dispositivi di allarme indossabili.
Armentano sottolinea inoltre l’importanza di garantire condizioni di lavoro sicure soprattutto nei servizi di salute mentale e nei Pronto Soccorso, dove la complessità delle situazioni richiede particolare attenzione.
“Investire nella sicurezza significa, dunque, tutelare gli operatori, proteggere i pazienti e rafforzare la qualità dei servizi”, conclude Armentano, evidenziando anche la necessità di rafforzare la comunicazione sul lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori sociosanitari.
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