L’agronomo: «I rischi non si possono azzerare, ma possiamo ridurli»

Le ondate di caldo rilanciano la richiesta di più alberi nelle città, mentre il maltempo e la caduta di rami riaccendono periodicamente il dibattito sulla loro sicurezza. Per Alberto Giuntoli, agronomo e docente a contratto dell’Università di Firenze, la soluzione passa da una maggiore presenza della natura nei centri urbani, accompagnata però da una progettazione e una manutenzione differenti.

«Dobbiamo aumentare la quota di natura densa nelle città», spiega Giuntoli. Non soltanto alberi, quindi, ma anche cespugli, prati e piante rampicanti, aumentando l’ombreggiamento, la biodiversità e la capacità del terreno di trattenere l’acqua. Più verde e meno asfalto permetterebbero infatti non solo di contrastare il caldo estivo, ma anche di limitare gli allagamenti localizzati.

Resta il problema della sicurezza, tornato d'attualità dopo il maltempo che ha colpito Firenze e la provincia con raffiche fino a 109 chilometri orari al Giogo, provocando cadute di alberi e rami e numerosi interventi dei vigili del fuoco. «Non possiamo azzerare i rischi, ma possiamo ridurli pensando una città più a misura delle piante», sottolinea Giuntoli, chiedendo di evitare potature eccessive, tagli delle radici durante i lavori ai sottoservizi e parcheggi completamente privi di alberature.

L'agronomo invita comunque a contestualizzare il pericolo: gli incidenti gravi provocati dagli alberi, sostiene, sono statisticamente molto limitati. La strada indicata è dunque quella di ripensare la città mettendo il verde al centro della progettazione urbana, attraverso il lavoro congiunto di agronomi, ingegneri, esperti di idraulica, meteorologi e biologi.

Sul caso di Bellariva, colpita sia dal recente maltempo sia dal downburst del 2015, invita invece alla cautela Francesco Meneguzzo del Consorzio Lamma-Cnr. Non ci sarebbero al momento elementi sufficienti per sostenere che la zona sia maggiormente esposta: per dimostrarlo, spiega, servirebbe analizzare una serie molto più ampia di eventi meteorologici. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies