La nomina di Giovanni Grasso a commissario straordinario dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanità della Toscana, accende lo scontro nel mondo sanitario. Grasso, presidente da nove anni dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, è il primo infermiere chiamato alla guida dell’Agenzia.
La scelta arriva dopo le candidature politiche di Grasso con Casa Riformista: tre mesi fa era capolista alle comunali di Arezzo, ottenendo circa 900 voti senza entrare in consiglio, mentre alle precedenti regionali aveva raccolto circa 2.500 preferenze senza essere eletto.
Critici i dieci Ordini provinciali dei Medici della Toscana, che hanno espresso congiuntamente «forti perplessità sulla nomina». Ancora più dure le sigle sindacali regionali della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, secondo le quali Grasso non avrebbe, «per quanto noto, i requisiti minimi per la copertura del ruolo». La richiesta è quella di una selezione trasparente e imparziale attraverso il confronto tra più curricula.
Di segno opposto la posizione degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana, che considerano la nomina un riconoscimento dell’evoluzione della professione e si dicono certi che Grasso saprà mettere a disposizione dell’Ars la propria esperienza. Dal centrodestra sono invece arrivate accuse di «logiche di spartizione politica», mentre il deputato di Azione Giulio Sottanelli chiede al presidente Eugenio Giani di chiarire se l’incarico resterà temporaneo o se Grasso sia destinato a diventare presidente dell’Ars.
Grasso respinge le polemiche e sottolinea la natura del mandato: «Sono stato nominato commissario straordinario in una fase di riorganizzazione dell’Agenzia». Il suo compito, spiega, sarà accompagnare il percorso dal punto di vista organizzativo, gestionale e amministrativo, senza sostituirsi alle competenze scientifiche e tecniche presenti all’interno dell’Ars. Lo scrive la Nazione.
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