L’aiuto sarà rivolto alle donne tra i 25 e i 39 anni con un Isee inferiore a 30mila euro

La Toscana si prepara a diventare la seconda regione italiana, dopo la Puglia, a sostenere economicamente il “social freezing”, cioè la crioconservazione degli ovociti in vista di una futura gravidanza. La misura dovrebbe garantire un contributo di circa 3mila euro alle donne tra i 25 e i 39 anni con un Isee inferiore a 30mila euro. La procedura costa mediamente tra i 2mila e i 4mila euro.

«Congelare gli ovociti significa mantenerli “giovani” per il futuro», spiega Claudia Livi, direttrice sanitaria del centro Demetra di Firenze. Il percorso comprende esami, stimolazione ovarica attraverso farmaci, controlli e il prelievo degli ovuli in sedazione. Dopo il primo anno, la conservazione ha un costo di circa 200 euro ogni dodici mesi.

La procedura sarebbe ottimale tra i 20 e i 35 anni, ma le donne che vi ricorrono hanno prevalentemente tra i 30 e i 38 anni, una carriera avviata e una buona situazione economica, ma non ancora le condizioni personali per costruire una famiglia. Al centro Demetra si registrano circa 50-60 casi all’anno, mentre in tutta la Toscana le richieste potrebbero arrivare a circa 160.

Livi ricorda comunque che il successivo impianto rientra nella procreazione medicalmente assistita e deve rispettare i requisiti della legge 40: «Se da un lato l’ovulo congelato resta “giovane”, l’utero invecchia: dopo i 45 anni diventa meno facile ottenere una gravidanza». Anche il deputato e segretario regionale del Pd Emiliano Fossi ha presentato alla Camera una proposta sperimentale triennale per estendere il sostegno economico a livello nazionale. Lo scrive la Nazione. 

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