Il 15 settembre potrebbe essere una giornata decisiva per il futuro della Rsa Le Civette, nel complesso di San Salvi. La cooperativa Proges, che gestisce la struttura per conto dell’Asl Toscana centro, ha convocato il comitato dei familiari. «Siamo sicuri che quello sarà il momento in cui l’Asl ci comunicherà la volontà di chiudere la struttura», afferma Marco Papini, rappresentante dei parenti dei degenti.
L’Asl non ha ancora comunicato ufficialmente la chiusura. Da un accesso agli atti del consigliere comunale Dmitrij Palagi emerge però che l’appalto scadrà nel gennaio 2027 e che nel complesso dovrebbero trovare posto una Centrale operativa territoriale finanziata dal Pnrr, servizi di cure primarie, salute mentale per l’età evolutiva, autismo adulti, il Centro Fior di Prugna e alcuni uffici.
I familiari ricordano che nel 2023 un’ala della Rsa è stata chiusa per lavori mai iniziati, con il trasferimento di 20 anziani. Contestano inoltre la mancata sostituzione di una degente deceduta, nonostante una lista d’attesa di circa 60 persone. «Si chiude una Rsa che non solo era un punto di riferimento per il quartiere, ma anche un fiore all’occhiello», sostiene il comitato, pronto a organizzare nuove iniziative con il sostegno dei residenti e del parroco.
Palagi e Cecilia Del Re chiedono al Comune di fermare ogni ipotesi di dismissione, chiarire il destino dei 450mila euro stanziati per i lavori e ampliare i servizi per le persone con demenza. Palazzo Vecchio ribadisce che la competenza è dell’Asl, mentre la Società della Salute si è detta disponibile a collaborare. Il 15 settembre sono stati convocati anche i sindacati. «Ci si prepara alla chiusura definitiva?», domanda il Cub Sanità, segnalando ricognizioni tra lavoratori e famiglie in vista di possibili trasferimenti. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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