La consigliera comunale di Avs-Ecolò ha congelato gli ovociti a 37 anni: «Ho l’endometriosi, volevo darmi un’opportunità in più»

Caterina Arciprete, consigliera comunale di Avs-Ecolò a Palazzo Vecchio, racconta di essersi sottoposta tre anni fa al congelamento degli ovociti. Una scelta maturata anche a causa dell’endometriosi, patologia che può incidere sulla fertilità. «La motivazione profonda che mi ha spinta a farlo è stata quella di darmi un’opportunità in più: una “cartuccia” da tenere da parte qualora ne avessi bisogno», spiega.

A orientarla sono stati il consiglio della ginecologa, l’esperienza di un’amica e la possibilità economica di affrontare una spesa di circa 3mila euro. Il momento più difficile è arrivato dopo il risultato non soddisfacente del primo tentativo, quando ha dovuto decidere se sostenerne un secondo. «Quanto sei disposta a spendere, e quindi a sacrificare economicamente, per garantirti la possibilità di avere un figlio in futuro? È una domanda dolorosa».

La Toscana si prepara intanto a introdurre un contributo pubblico di circa 3mila euro per il social freezing, attraverso una proposta di legge del Pd che dovrebbe essere approvata dal Consiglio regionale entro settembre. Per Arciprete si tratta di «un ottimo passo», ma la questione dovrebbe essere affrontata anche dal Governo nazionale per evitare interventi frammentati.

Secondo la consigliera, il congelamento degli ovociti non deve essere contrapposto alle misure per conciliare lavoro e famiglia, come asili nido e sostegni ai caregiver. «È una questione di salute pubblica, di scelta e di pari opportunità», conclude. Lo scrive Repubblica. 

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