Il presidente della Regione esclude legami con le polemiche sul ruolo di console onorario di Israele. Carrai: «Non è una rimozione»

«Le Fondazioni hanno bisogno di circolarità, di rotazione, altrimenti poi danno la sensazione di diventare luoghi di potere». Eugenio Giani spiega così il mancato rinnovo di Marco Carrai alla presidenza della Fondazione Meyer, escludendo che la decisione sia legata alle polemiche dell’ultimo anno. Il governatore ha espresso «apprezzamento pieno per l’impegno, la passione e la capacità» dimostrati da Carrai, sotto la cui guida sono stati raccolti «quasi 17 milioni» di euro in donazioni.

Secondo Giani, si tratta della «fine fisiologica di un mandato»: «Oggi questa rotazione di incarichi avviene per Marco Carrai, domani avverrà per chi viene dopo di lui». La nomina del nuovo presidente spetterà al direttore generale del Meyer Federico Gelli, entrato in carica dopo l’uscita di Paolo Morello. Tra i possibili successori viene indicato Luigi Salvadori, già presidente di Confindustria Firenze e della Fondazione Cr Firenze.

Carrai ha ringraziato Giani «per averci messo la faccia» e ha ribadito che «non è una rimozione», pur denunciando gli attacchi e le minacce ricevuti per il suo incarico di console onorario di Israele. «Sono stato brutalmente attaccato non perché abbia commesso irregolarità, non perché abbia svolto male il mio lavoro, ma perché sono console onorario di Israele», ha affermato. Carrai ha infine assicurato: «Lascerò la presidenza, ma non lascerò il Meyer. Continuerò a dare i miei soldi e quelli dei miei amici al Meyer».

La mancata riconferma è stata definita «una purga» in una lettera inviata a Giani e attribuita a 125 firmatari. La consigliera comunale Cecilia Del Re ha però smentito la propria adesione: «Nell’appello è stato inserito anche il mio nome, ma io non l’ho mai firmato». Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies