Proseguono le critiche al presidente della Toscana Eugenio Giani per la nomina di Giovanni Grasso a commissario dell’Agenzia regionale di Sanità. Dopo gli Ordini dei medici, i sindacati, il personale dell’Ars e una parte del mondo politico, interviene anche la Società italiana di Igiene: «L’Agenzia regionale di Sanità è un patrimonio per il sistema sanitario toscano, merita attenzione, potenziamento e decisioni coerenti».
La Siti ricorda che l’Ars è commissariata da oltre due anni e che, in attesa della riforma, il commissario riunisce le funzioni di presidente e direttore. «La questione non riguarda in alcun modo il titolo di studio», precisa la Società, sottolineando che l’incarico può essere ricoperto anche da un professionista sanitario non medico. La criticità riguarderebbe invece il curriculum di Grasso, ritenuto «privo di competenze documentate in epidemiologia, ricerca, valutazione dei servizi sanitari o direzione di strutture tecnico-scientifiche».
Grasso è diventato formalmente commissario dopo l’uscita di Federico Gelli, insediatosi alla guida del Meyer. Secondo quanto trapela, Giani considera eccessive le polemiche: la riforma dell’Ars dovrebbe essere esaminata a breve dal Consiglio regionale e la gestione commissariale dovrebbe terminare entro la fine dell’anno. Grasso sarebbe destinato alla presidenza, con funzioni di rappresentanza, mentre un nuovo direttore dotato di specifiche competenze tecniche sarà scelto attraverso una selezione. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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