Lo ha dichiarato Lorenzo Roti, direttore sanitario Azienda Usl Toscana Centro

 Al carcere La Dogaia di Prato "i livelli di prestazione sanitaria sono i più alti degli altri istituti penitenziari toscani. C'è il tema di rendere più semplici le prestazioni all'interno del presidio: su questo ci aiuterà molto la telemedicina.Puntiamo a far sì" che sia sempre meno necessario "portare fuori i detenuti dal carcere" per andare in ospedale, "poi il tema della sicurezza degli operatori è centrale".

Lo ha dichiarato Lorenzo Roti, direttore sanitario Azienda Usl Toscana Centro, a margine di un sopralluogo all'istituto penitenziario pratese insieme all'assessora a Sanità e politiche sociali della Regione Toscana Monia Monni."Il contesto è particolare, con pazienti particolari, ciò che faremo è migliorare la possibilità di avere sempre più l'accesso alle cure specialistiche direttamente all'interno del carcere, evitando trasferimenti che non sono necessari", ha aggiunto.Roti ha poi spiegato che non "abbiamo carenza di personale e questo è da sottolineare".

Tra i presenti anche Simone Magazzini, responsabile del pronto soccorso di Prato."Ho visto in quali condizioni lavorano gli operatori - ha affermato - e non sono condizioni facili.È uno dei pochi posti in cui le condizioni di lavoro sono anche più sfidanti delle mie.Noi ci aspettiamo di interagire con questi colleghi in prospettiva in modo da ottimizzare gli invii e avere una gestione più fluida anche per quel che riguarda i percorsi alternativi per questi pazienti".
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