Alessandra Bondi spiega i meccanismi dei raggiri: paura, urgenza e affetto riducono la capacità di valutare quanto sta accadendo

«Le vittime non sono ingenue: i truffatori sono abili manipolatori». La psicologa e psicoterapeuta Alessandra Bondi analizza i meccanismi alla base dei raggiri, come quello avvenuto all’Antella ai danni di una donna di 90 anni.

Secondo l’esperta, i malviventi costruiscono una situazione emotiva nella quale paura, urgenza e affetto prendono il posto della capacità di ragionare. Alla vittima viene detto che un figlio o un nipote si trova in difficoltà e che è necessario intervenire immediatamente, senza lasciare il tempo di verificare il racconto.

Una leva fondamentale è proprio l’amore per i familiari: l’attenzione si sposta dalla domanda «È vero?» a «Come posso aiutarlo?». Anche presentarsi come appartenenti alle forze dell’ordine aumenta la credibilità del truffatore, facendo leva sul principio di autorità.

La solitudine può rendere più vulnerabili, ma Bondi sottolinea che anche le persone più lucide possono essere ingannate. Dopo il raggiro può inoltre emergere un profondo senso di vergogna: per questo le famiglie devono evitare colpevolizzazioni e offrire ascolto.

La regola da seguire è semplice: di fronte a una richiesta urgente di denaro bisogna interrompere la comunicazione e contattare direttamente il familiare coinvolto o le forze dell’ordine. Lo scrive la Nazione. 

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